Funzioni scheda madre Gigabyte ga-z170-hd3p non inserite nel manuale

da Fuori serie n.98 e il mio sito:
www.centroelettronica.info

Introduzione

Consiglio la lettura di questo e altri articoli che riguardano la scheda madre in oggetto anche a coloro che non la possiedono perché, oltre all’eventualità d’incontrarla in lavori di riparazione, con le opportune rettifiche quanto scritto di seguito può essere valido per l’uso di schede simili.
NelLe funzioni elencate di seguito ci sono cose per me ancora poco chiare sia perché non sempre si capisce tutto subito ma soprattutto perché in questa situazione non mi è possibile leggere o stampare le schermate autonomamente. Immagina quanto segue: chiami una persona vedente che ti dà un’occhiata allo schermo così com’è capace (anche i vedenti hanno difficoltà con l’inglese e non capiscono sempre tutto di primo achito come è ovvio che sia). comunque ti sembra d’aver capito abbastanza ma quando il vedente se n’è andato ti accorgi che qualcosa non torna e non potendo leggere lo schermo cominci a fare ipotesi ed esperimenti per confermarle e magari quando pensi d’aver capito dove sta l’inghippo ti accorgi che in un’altra situazione le cose non sono come pensi. Ed allora cosa fai? Chiami la persona vedente ancora per la stessa cosa? Eh, prima di scocciare, almeno io, ci penso più di una volta! Un po’ più semplice è la vita di chi vive con una compagna o un compagno vedente in grado di guardare certe cose perché a volte per capire dove sta l’inghippo bastano cinque minuti. Certo, è ovvio che se chiami la moglie di notte fin che dorme, come minimo ti manda a fanculo e ben ti sta! Ma con un minimo di buon senso chi vive con qualcuno può risolvere assai più facilmente certi problemi. Ho scritto queste note non per piangermi addosso ma semplicemente perché certe cose fanno parte della mia vita e sarei sciocco se non me ne rendessi conto e Fuori serie non è tecnica descritta asetticamente. Le prove svolte di seguito sono state fatte con la versione di bios/uefi f5 della scheda, adesso c’è la versione f20 anche se nel sito di Gigabyte si passa direttamente dalla pubblicazione del bios versione f5 a f20 e quindi non so se hanno fatto le versioni intermedie o se erano talmente schifose da non meritare d’essere pubblicate. Per quanto ne so, la versione f20 del bios serve per i processori di settima generazione, naturalmente quelli che hanno il socket lga1151 che la scheda supporta (il processore visto nello scorso numero era della sesta generazione).

F9 all’avvio del pc

Premendo questo tasto allavvio del pc questa scheda dà informazioni in inglese sul processore e la scheda stessa; non si leggono o stampano con gli strumenti per non vedenti. Non so dirti molto di più anche perché chi mi ha guardato lo schermo non andava molto d’accordo con l’inglese stramaledetto così come non ci vado d’accordo io.

F12 all’avvio del pc, menu boot per la sessione di lavoro corrente

Con questo tasto si attiva il menu boot della scheda le cui regolazioni saranno valide solo per la sessione di lavoro corrente. E’ una funzione assai utile ad esempio per avviare il computer da chiavetta dos senza mettere le mani sulla priorità di boot del bios con il rischio di mettere fuori posto qualcosa soprattutto se sei non vedente con l’impossibilità di leggerlo. Tuttavia in questa scheda si può entrare nel bios anche dal menu boot per la sessione di lavoro corrente ma si tratta sempre dell’ultima riga tra le opzioni disponibili e quindi basta farci un po’ di attenzione ed inoltre se pensi d’essere entrato nel bios per sbaglio, basta spegnere o resettare senza salvare eventuali modifiche. Forse ricorderai che il menu boot per la sessione di lavoro corrente della ga-p55a-ud3 di Gigabyte era stampabile in braille e conteneva tutte le periferiche da cui era possibile avviare un pc anche se non erano collegate. Quello della ga-z170-ud3p che sto sperimentando, oltre a non essere stampabile in braille mostra solo alcune periferiche e, per quanto ho capito finora, solo quelle collegate ma con una logica che non mi è del tutto chiara e quindi Risulta un po’ meno accessibile ma non impossibile da usare da chi non vede. Non so se l’ordine in cui appaiono le periferiche di questo menu tiene conto anche della priorità di boot settata nel bios, in ogni caso le prove che ho svolto avevano sempre il masterizzatore come primo dispositivo e non ho potuto fare prove con priorità diversa perché non posso stampare le schermate.

Avvio da cd/dvd

Prima riga=masterizzatore con cd di avvio in modalità “classica”,
seconda riga=hard disk,
terza riga=masterizzatore con cd di avvio per uefi.
Dando invio su avvio per uefi, il cd si carica ugualmente anche se non è stato masterizzato per lui (provato con dos microsoft e freedos con cd preparati con il vecchissimo easy cd 6). Se sei non vedente, nel fare un cd di avvio per dos puoi aggiungere un segnale acustico all’avvio in modo da essere certo che si è caricato e nel caso di freedos puoi usare il suo comando interno beep. Per motivi che non mi spiego è capitato che il cd con avvio “classico” occupasse sia la prima che la seconda riga mandando il cd per uefi alla quarta. Quando il cd non c’è, dando invio sulla prima riga parte il disco fisso, forse perché non potendo avviare da cd cerca la prima periferica disponibile, hard disk che ovviamente parte anche dando invio sulla seconda riga. Dando invio sulla terza riga, quella che servirebbe per cd per uefi, si va nel bios anche se per alcune sessioni di lavoro mi partiva sempre il disco fisso ma potrei aver sbagliato o forse c’è qualcosa che cambia nel tempo a seconda delle funzioni svolte. Se oltre al cd inserisco una chiavetta, questa si posiziona dopo il disco fisso ossia sulla terza riga e il cd per uefi passa alla quarta.

Avvio da chiavetta

Come si può intuire avendo letto qui sopra, l’avvio da chiavetta si fa dando invio sulla terza riga mentre con le prime due righe parte il disco fisso. Ma se al posto della prima chiavetta ne collego un’altra oppure collego un disco esterno, l’avvio passa alla riga quattro e vi rimane anche se torno a collegare la prima chiavetta. Per due volte è tornata da sola alla riga tre, di solito devo invece avviare il computer da cd o da lettore per floppy esterno almeno una volta e successivamente avviarlo da chiavetta che sarà tornata alla terza riga. Per quanto provato finora, l’anomalia scritta sopra non avviene quando collego i dischi in ambiente windows. Insomma, per motivi che non ho capito, la chiavetta si avvia dalla riga tre o dalla quattro e la cosa è fastidiosa soprattutto per chi non vede ma bisogna abituarsi. Sì, lo so, era tanto meglio quando si poteva avviare il computer da dos con il floppy interno, dispositivo piccolo e poco affidabile ma tanto comodo per chi non vede.

Avvio da floppy esterno

Dare invio sulla quarta riga, con le prime tre parte il disco fisso e per quanto ho provato finora la situazione sembra stabile. Con il lettore con cui ho fatto la prova, se il dischetto è inserito, all’avvio del computer senti che si muove e un pochino si muove anche quando dai invio per avviare windows da disco fisso.

print screen con f12 dall’interno del bios

Si tratta di una funzione scoperta per caso entrando nel bios quando c’era una persona vedente ma che purtroppo non ho provato fin che c’era. Con f12 premuto dall’interno del bios si attiva la funzione print screen, stampa schermo, su una unità formattata in fat o fat32. La cosa mi incuriosiva molto perché potendo inviare ad un file il contenuto delle schermate e riuscendo a leggerlo con un secondo pc, con un po’ di pazienza avrei potuto capirlo abbastanza bene e magari anche fare qualche regolazione. Certo, la cosa sarebbe stata macchinosa e richieideva un bel po’ di tempo ma tanto noi non vedenti di tempo ne abbiamo da vendere. Ma ti sei già incavolato? Scherzavo! Semplicemente ripetevo la cavolata che certi normodotati dicono nei confronti di chi non vede senza mai aver provato a fare certe cose ad occhi chiusi. Per provare la funzione, all’inizio ho messo un floppy in un lettore esterno in modo d’avere un riscontro acustico di ciò che facevo scoprendo che il dischetto veniva scritto non appena premevo f12. Nel floppy trovavo file con estensione bmp di 0 byte e pensando che la cosa succedesse perché il file da scrivere era troppo grosso per stare nel dischetto e alla fine rimaneva a 0 byte, ho inserito una chiavetta nella quale però certi file continuavano ad essere di 0 byte mentre altri avevano una determinata lunghezza. Con omnipage e finereader non sono riuscito a fare un’acquisizione decente per capire cosa c’era nell’immagine (naturalmente ho usato i file che la contenevano e non quelli di 0 byte), e la stessa cosa succedeva stampandola ed acquisendo il foglio con lo scanner. Inviando le immagini per email a chi le può osservare ho scoperto che contenevano solo il nome del disco ed il percorso del file il cui nome, come già sapevo, è costituito dalla data e l’ora in cui è stato salvato. Ma che senso può avere salvare un file per metterci dentro solo la data e l’ora in cui è stato salvato? Così mi sono fatto guardare lo schermo e nel constatare che mi chiedeva di selezionare dove salvare il file sono rimasto perplesso perché sapevo che la scrittura avveniva non appena premevo f12. Ho provato a dargli un nome ma il sistema ne usava uno suo e la persona non sapeva come selezionare ed inoltr io mi aspettavo che questo stramaledetto file venisse collocato nella chiavetta ma non lo trovavo e quando la persona non c’era più, marameo curucucù, ho trovato due file nella partizione in fat32 del disco interno i quali però hanno un nome che in qualche modo si avvicina alla schermata da cui provengono e sono un po’ più grandi dei precedenti. Con l’ocr sono riuscito a capire che erano senz’altro diversi e ne avrò conferma inviandoli per email sapendo che contengono la schermata del bios da cui sono stati salvati. Nel frattempo, visualizzandone le proprietà con paint, ho visto che hanno una risoluzione molto bassa ed è per questo che l’ocr fa schifo. Inoltre, per motivi che non mi spiego, non riesco più a mandare il salvataggio nel disco interno e continuo invece ad avere quei file con il nome composto dalla data e l’ora e dimensioni ridotte su una chiavetta che non servono ad un fico secco. Alla fine mi domando questo: perché il salvataggio è avvenuto e si è comportato nel modo descritto sopra solo quando c’era la persona vedente? Sbaglio qualcosa io o c’è un problema saltuario nel bios? Tra l’altro ho provato a cercare questa funzione in rete senza trovare ciò che mi serve. Avrei potuto scriverti i risultati delle prove in poche righe ma lascio l’articolo così perché Fuori serie non è solo tecnica ed il mio scopo è anche quello di metterci un po’ di umanità e di far sapere come arrivo o non arrivo a certe conclusioni in modo che altri possano trarre vantaggio dalle mie esperienze. Inoltre ho anche lo scopo di portare a conoscenza di quanto tempo ci vuole per arrivare a certi risultati che in questo caso sono scarsi e quindi se trovi qualcosa in merito a quanto scritto sopra fammi sapere.

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