Box per hard disk da 3,5″ usb 3.0 ed esata Startech s3510bmu33et

Pur essendo adatto a contenere dischi da 3,5 pollici, esternamente questo box è largo quasi quanto un masterizzatore interno per dvd e un po’ più lungo di esso. Tirando la piccola maniglia posta sul frontale anteriore si apre uno sportellino che permette d’infilare il disco che ovviamente andrà inserito con i contatti verso la parte posteriore del box e con la scheda verso il basso. Non preoccuparti se il disco ti sembra troppo corto per essere recuperato una volta che l’hai infilato; quando l’hai inserito quasi completamente chiudi lo sportellino fino a sentire uno scatto in modo che sia ben fissato, così facendo il disco viene agganciato ai contatti del box. Tirando nuovamente la maniglia il disco si sgancia e viene portato leggermente verso l’esterno ma nel caso che non si riesca ancora a prenderlo basta alzare un po’ la parte posteriore del box per farlo scivolare verso l’esterno. Sul frontale posteriore del box trovi

  • il pulsante di accensione,
  • la presa per l’alimentatore,
  • la porta esata,
  • la porta usb 3.0 con uasp (usb attached scsi protocol).

Le nuove usb 3.0 che sfruttano questa tecnologia non trasmettono i dati su un solo canale ma bensì su quattro canali paralleli che, suppongo, continuano ad inviare i dati in modo seriale perché se non fosse così la porta non sarebbe compatibile con le usb 3.0 e le 2.0 che non suportano questa modalità. Infatti per sfruttare a pieno le usb con uasp devi avere la periferica e il cabinet che la supportano ma, per quanto ho notato finora, sono perfettamente compatibili con tutte le usb, addirittura con la 1.1. Uasp è stato creato per togliere le carenze delle usb 3.0 che non raggiungevano le velocità dichiarate (non è solo l’imbecille del sottoscritto ad accorgersi di certe cose). Solo che per motivi commerciali magari di qui a qualche hanno ci diranno che anche uasp non va proprio bene e cambieranno di nuovo. In rete si dice che si può apprezzare uasp quando si collega alla usb un disco ssd, peccato che per motivi meccanici il disco ssd Corsair che possiedo non possa essere inserito nel box in oggetto nemmeno usando l’adattatore che lo rende da 3,5 pollici ed inoltre non ho il computer adatto a sfruttare uasp. L’alimentatore a spina del box è un po’ troppo ingombrante per i miei gusti perché allungato e quindi se lo devi inserire in una multipresa ti conviene metterlo all’estremo della fila di prese con la parte sporgente verso l’esterno. Per default la spina dei 220 volt è di tipo americano ma per fortuna vengono forniti gli adattatori: uno penso serva per un altro tipo di presa americana mentre l’altro ha la classica spina a due poli di tipo europeo. Per togliere la spina americana e mettere quella europea fai così:
1: premi e mantieni premuto il pulsante accanto alla spina e tira quest’ultima verso l’esterno. Rilascia il pulsante e alza la spina in modo da toglierla.
Nota: il pulsante è a filo con l’involucro dell’alimentatore, vicinissimo alla base della spina, più o meno al centro dell’alimentatore.
2: senza premere il pulsante incastra la spina europea appoggiandola nell’apposita sede e spingila verso l’interno fino a sentire uno scatto ed accertati che sia ben fissa.
In tanti anni che adopero materiale elettrico è la prima volta che trovo un adattatore del genere. Come dice il titolo dell’articolo, il box può essere collegato al pc tramite usb oppure tramite esata, presa presente in certi cabinet come ad esempio il gladiator 600 della Cooler master. Se questa presa non funziona, controlla che il cavo sata collegato alla presa stessa ma all’interno del cabinet sia stato collegato ad una delle prese sata della scheda madre. Se il cabinet non ha la presa esata puoi acquistare un bracket/lamierino con cavo sata e presa esata da inserire in uno slot posteriore del cabinet ma non avendo mai acquistato un lamierino del genere non so se te lo vendono con il cavo sata o se lo devi comprare a parte. Oltre ad un piccolo manuale in inglese che mi sembra non dica niente d’importante, nella confezione del box trovi anche una piccola base per appoggiare l’apparecchio con uno dei lati che ne costituisce lo spessore, cosa utile per quando hai problemi di spazio. A dire il vero il box potrebbe essere apoggiato in tal modo anche senza la piccola base ma questa ha i gommini antiscivolo. Le prove descritte di seguito sono state fatte mettendo nel box un disco sata III. Sommando la lunghezza del cavo sata all’interno del cabinet e il cavo esata che va al box, alla fine il collegamento viene fatto con un cavo abbastanza lungo ma ciò nonostante, misurando la velocità con hd_speed, ho notato che le prestazioni rimangono buone. Inoltre Sono stato piacevolmente sorpreso nel constatare che usando lo stesso disco e collegando il box ad una usb 3.0, con hd_speed ottengo la stessa velocità di quando il box è collegato con la presa esata se non addirittura un pochino superiore. Tale velocità è decisamente superiore ai dischi usb 3.0 autoalimentati provati finora, non ho esperienza invece con dischi usb 3.0 alimentati con l’apposito alimentatore a spina che potrebbero essere più veloci. Collegando il box ad una usb 2.0 grosso modo si ottiene invece la stessa velocità di quando si collega a tale porta un disco usb 3.0 autoalimentato. Pur essendo in alluminio, e quindi con la capacità di dissipare bene il calore, un disco all’interno del box tende a scaldare un po’ e la cosa dovrà essere monitorata accuratamente soprattutto in estate. A tale proposito ho notato che usando lo stesso disco la temperatura viene rilevata tranquillamente quando il box è collegato con la presa esata ma non quando è connesso alla usb. Con i vecchi computer ci sono gli stessi limiti dell’interfaccia usb 3.0 visti in passato e per cercare di ovviare il mancato funzionamento con un vecchissimo pentium III e drive aspi per il caricamento da dos ho provato ad inserire un jumper nel disco in modo che fosse visto come sata II ma in realtà i problemi rimangono perché evidentemente ad avere la priorità è l’interfaccia usb 3.0 del box.

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