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Attualità musica

II: quando la mancanza di rispetto e di apprezzamento distruggono la voglia di musica e diminuiscono la voglia di fare

Senza IA

In questa seconda parte vedremo gli aspetti positivi nell’andare a suonare in chiesa fino alla fine del 2010, quelli negativi che ricordo solo dal 1984 e che in questa parte metterò solo fino al 2009 ma che determinano quanto ho dovuto sopportare la maldicenza e la denigrazione di certe persone, ed infine la storia di un prete che scocciava dalla fine del 2010 a maggio 2024.

Ricordi positivi fino alla fine del 2010

Che nella prima parrocchia suonavo come mi pare l’ho già detto. Ma quando ero d’umore giusto e prima della messa, in quella parrocchia fino alla fine del 2010, era bellissimo strimpellare cosìcome mi veniva, senza badare alle regole e all’armonia, anzi! A volte facevo di proposito quinte e ottave, errore “gravissimo”! Ma mi divertivo un mondo! A volte invece esprimevo la mia incazzatura, la rabbia e la tristezza… Del resto, la musica non è forse un’arte d’espressione che si esprime attraverso i suoni?
Mi piaceva strimpellare perché potevo avere la pedaliera con i bassi che non avevo a casa.
Mettevo assieme musica classica con la leggera strimpellando la romanza di Beethoven e il secondo tempo di un concerto di Mozart finendo il tutto con O sole mio! Suonavo Mia Martini, Angelo branduardi, Claudio Baglioni, i notturni di Chopin e il lago dei cigni di Ciaikovski. .
Naturalmente stavo attento al testo delle canzoni, mica potevo suonare Vafanculo o Bella stronza di Marco Masini! Ma a coloro che si scandalizzano tanto per la musica leggera dico: che differenza fa tra una canzone di baglioni e il Gen Verde? E dico anche che la tanto blasonata ave Maria di Schubert che un tempo mi chiedevano in tutti i matrimoni, è stata scritta per una prostituta! Poi basta cambiare il testo…
Ricordo una domenica che c’era un prete diverso e mi sono messo a suonare una canzone sulla droga di Fabrizio de André. Arriva il prete e mi dice: conosco questa canzone. Cavoli, devo aver fatto una faccia… Perché pensavo che me ne avrebbe dette quattro! prontamente gli dico; sì, ma conosci le bestemmie che dice nell’album sucessivo? Naturalmente erano bestemmie implicite, mi riferivo in particolare alla canzone che dice che Dio costrinse l’uomo a fare una vita da scemo…. Risposta del prete: sì, conosco anche quello. Non ricordo come sia andato avanti il discorso, ricordo però che alla predica ha fatto l’esempio della droga… Gli avevo dato l’input!
Ricordo che alla fine degli anni ’70 o inizio degli anni ’80 d’aver sentito uno che in chiesa ad Abano terme suonava La canzone dell’amore
perduto di de André e io, ancora impregnato dalla mentalità di professori
emarginati che avevano vissuto in colleggio e continuavano ad insegnare in collegio dove c’era tutto il loro mondo,
mi ero tanto scandalizzato…
Suonavo anche varie canzoni di chiesa senza pensare troppo alle note e all’armonia.
Dal 2011 al 2024 suonavo ancora prima della messa ma limitatamente, un po’ di classica e i canti di chiesa sempre con il magone perchè c’era il controllore! No, le canzoni di musica leggera erano vietate; eh, cosa vuoi, quando moriremo Dio ci giudicherà in base all’etichetta delle canzoni! Vanno bene quelle del Gen Verde con riferimenti alla pubblicità o quelle del Gen Rosso con riferimenti politici, ma Il mattino di Baglioni che è un inno alla natura e all’amore o Tesoro ma è vero di Mia martini che è la storia di una orba prima entusiasta dell’amore e poi incavolata perché è stata lasciata non vanno bene. Stranamente va bene Mozart anche se prendeva in giro il Vescovo!
Nella terza parrocchia prima della messa suonavo Chopin con il concerto in mi minore, branduardi, Juli & Julie, ma soprattutto musiche di chiesa perché facevano sempre le stesse canzoni, che palle, e volevo che un po’ si modernizzassero.
nelle parrocchie 2 e 4 invece non suonavo nulla perché andavo in prevalenza a funerali e cosa vuoi metterti a suonare? era solo tristezza, sconforto, pianto e disperazione… Un bel divertimento per un cieco! dicono che il povero ciechino è sempre chiuso in casa e poi cosa gli danno da fare? I funerali! Dove ovviamente deve divertirsi! Che bel aiuto che mi è stato dato! Se uno è sulla riva di un fosso, anziché aiutarlo in modo che cammini dritto lo spingono giù perché ci cada dentro e se lui, stringendo i denti ed imprecando, resiste alla spinta, hanno il coraggio d’incazzarsi perché il cieco deve andare giù, sempre piùgiù.

Ricordi negativi dal 1984 al 2009

Metto quelli che mi ricordo; alcuni non sono strettamente legati al suonare in chiesa ma li inserisco comunque perché denotano la mancanza di rispetto nei confronti di chi svolge lavori non retribuiti o non consoni a quello che la gente si aspetta e la maldicenza e la denigrazione di certe persone.

1984: una delle mie ex voleva che tornassi in collegio per… la musica, e non aggiungo altro per questione di privacy. In quel “manicomio” c’ero già stato non so per quanti anni, non ho mai avuto il coraggio di fare il conto, gli anni più belli della mia infanzia e della giovinezza rovinata per sempre, a passeggiare per un corridoio, rovinata per la musica. Ma che ci tornasse lei! Per questo l’ho delusa, ma non sa quanto lei ha deluso me. Non c’è amore là dove regna l’imposizione, quello è egoismo, narcisismo, dominio degli altri eccetera, ma non amore. Naturalmente in colllegio non ci sono tornato e in tutti questi anni non ho mai rimpianto la mia scelta. Per avere un’idea di come si viveva nei collegi puoi leggere l’articolo
Collegi virtuali

II

Nelll’ottantasei un accordatore di pianoforti diceva che le altre cose che facevo erano cavolate, l’importante era solo la musica. Anche per questo non l’ho più chiamato e mi pento amaramente d’avergli pagato il lavoro. Tra le varie cose che facevo all’epoca, c’era quella di studiare i corsi di radio- tecnica in cassetta per l’esame di radioamatore; beh, provasse lui a seguirli in quel modo e se il mio era tutto tempo perso, allora anche il suo lavoro era tale.

III

Negli stessi anni ho incontrato un medico per il quale esisteva solo la musica. Tra i vari ricordi che ho, mi viene in mente quella volta che gli avevo detto che quel giorno non avrei potuto suonare perché dovevo andare a comprare dei dischi. Beh, me lo sono ritrovato in negozio a controllare, alla faccia della libertà e della fiducia!

IV

Più o meno metà anni ’80: nel primo pomeriggio ero lì sulla poltrona da 5 o 10 minuti quando è arrivato un parente che mi dice: sei sempre lì così? Ma porca puttana, possibile che io non possa riposare nemeno per 10 minuti?

V

Più o meno 1987: Un amico, beh, si fa per dire perché non c’è amicizia là dove non regna un minimo di rispetto, vuole andare a zonzo ma gli dico che ho da fare, E lui a dirmi, cosa vuoi avere da fare tu!

VI

Era il 1987 o l’88, non ricordo. Comunque è venuta a casa mia una persona per dirmi… Che non facevo nulla. Poi, non con me ma con un’altra, si è lamentata perché l’avevo trattata male. Non ricordo come l’ho trattata, ma se l’ho trattata male ben le sta! Forse era l’88 perché avevo già il mixer e facevo la rivista musicale. Comunque invece d’andare a casa degli altri per dire che non fanno un tubo, provasse lei a fare la rivista fino alle due del mattino e ad imparare il dos praticamente quasi da solo fino alle tre di notte.

VII

Anni 80 e 90: una sera mi telefona un cieco ma l’ho tenuto poco al telefono perché ero impegnato con mio cugino. Nei giorni successivi si è lamentato con mia sorella perché l’avevo liquidato subito. In realtà sarò stato al telefono una decina di minuti, più che sufficienti per dire solo cavolate. Poi una mattina degli anni ’90 mi telefona dal centralino: gli dico che ho una mezza influenza e quindi… un po’ per l’attesa del centralino mi tiene al telefono per quasi tutta la mattina dicendo solo cavolate. Appena finito di pranzare mi chiama nuovamente, sempre dal centralino. E per farla breve voleva sapere se sono interessato a dei vinili che vendeva… Un qualcosa che mi avrebbe potuto dire in due minuti. D’accordo, visto che era da tanto che non ci si sentiva, magari dieci ninuti o un quarto d’ora, ma per tutta la mattina… Tanto io ero lì a disposizione, alla faccia del rispetto! Purtroppo all’epoca non avevo il coraggio di farmi valere.

VIII

Estate 1990: ero appena rientrato per essere andato da uno che mi doveva dei soldi quando mi telefona il prete che c’era in collegio anni prima. Era venuto a casa mia nell’81 un giorno che avevo messo in moto una lambretta ferma da molto tempo… In garage c’era un fumo… In precedenza non lo vedevo dal ’76 quando ha smesso di fare servizio nel collegio. Questo per dire che lui di me non sapeva un fico secco! E quello che sapeva erano le puttanate che la gente racconta, ma la sua invadenza… Non so cosa volesse al telefono, ricordo però che diceva che mi ero lasciato andare… Ma figurati! Con tutte le cose che facevo in quell’anno…

IX

C’erano delle persone sempre pronte a denigrarmi e tra queste una che veniva a casa mia lamentandosi che non poteva fare questo e quello salvo poi andare a dire agli altri che ero io a non far niente e milamentavo perché non avevo nulla da fare. Così nel ’93, quando per varie ragioni ho smesso di fare la rivista musicale, il lettore di Padova voleva che andassi su da lui per fare delle canzoncine o roba del genere, insomma un passatempo per bambini scemi. E io sarei così imbecille da prendere la corriera di mattina presto così tanto per passatempo?

X

Estate 1997 e dintorni: per dimostrare che io non facevo nulla mentre lui era grande e faceva… per tre volte è venuto a casa mia un cieco, due con i genitori e la terza volta con una programmatrice di computer ma assieme sempre alla mamma! E per fortuna che aveva tanti amici!! Lui era anche abbastanza corretto ma si sentiva che era lì per dimostrare che io non facevo nulla. La programmatrice è stata davvero sprezzante, tanto che poi l’ho chiamato al telefono per lamentarmi e dirgli che quando si va in casa degli altri ci vuole un minimo di rispetto. I suoi genitori raccontavano ai miei che lui vende e compra l’hi fi dagli amici, e questo e quello, tutte balle! Avevo una testina per giradischi che non mi piaceva e il giorno dopo l’ho chiamato per venderla… Ma non era più nel giro! Tra l’altro, la programmatrice che mi disprezzava tanto diceva che non si può imparare Wordstar da soli; e a me chi l’ha insegnato? Ho imparato addirittura il dos da solo! Lui mi telefonava dicendo: sei ancora lì? fin che una sera glie ne ho dette quattro… Mai più sentito.

XI

Fine anni ’90 e l’inizio degli anni 2000: per la seconda parrocchia, eccezionalmente mi veniva a prendere uno per la chiusura del rosario che si teneva a casa del sindaco. Ho dei ricordi assai negativi ma ne dico solo uno: visto che ero all’aperto, prima della messa ho messo il registro della tastiera che imita l’aereo dicendo: arrivano i Serbi a bombardare o qualcosa del genere. E lui rivolto alla gente dice: eh, chi ha tanto tempo da perdere! Mi sono incavolato come una peste perché era un giorno passato a correggere un libro d’informatica che poi mettevo a disposizione di altri ciechi. Gli ho detto che non passo il mio tempo a fare cavolate, per una che avevo fatto così prima della messa tanto per fare… Ma spiegare le cose non serve perché chi parte con il pregiudizio lo mantiene.

XII

Settembre 1999, 2000: t’invito a leggere:
I frutti della falsità.

XIII

2002: un parente mi dà un rasoio da riparare e gli dico che non sono pratico di rasoi ma che lo guardo. Ho fatto una riparazione a metà perché per farla integralmente avrei dovuto smontare ulteriormente l’apparecchio ma non essendo mio… e glie l’ho detto. Risposta: tanto non mi serve, te l’ho dato così perché tu faccia qualcosa. Si può essere così irrispettosi del tempo altrui?

XIV

Novembre 2003: vado a Padova per prendere una scheda madre per il pc (non acquistavo ancora in internet). Trovo uno che mi conosce e mi dice che sono venuto a Padova tanto per fare un giro e poco importano le mie spiegazioni, ha il pregiudizio e basta.
XV
2005: per Natale rinuncio a suonare nella seconda parrocchia sia perché ero già impegnato con la prima ma soprattutto perché le prove avvenivano di domenica quando avevo già suonato dall’altra parte. Ma la domenica non l’hanno fatta anche per me? E’ venuta a saperlo una mia parente che ha fatto un casino, la stessa che voleva dare
lavoretto a quel povero cieco

Nello stesso anno ad una persona faccio presente quali sono le mie esigenze, cioè quelle d’avere una persona che ogni tanto mi guardi il pc e ogni tanto mi accompagni a Padova per prendere la roba. Dopo circa un’ora che parlavo mi dice: beh, ma tanto l’importante è che tu venga a suonare. Importante per te ma non per me!

XVI

Giugno 2007: la seconda parrocchia è venuta nella prima per cantare ad un funerale. Non dovevo suonare io, ma dato che chi lo doveva fare era “impegnato” per un matrimonio di martedì, balla alla quale non ho mai creduto, hanno chiamato me perché il povero cieco deve sempre fare da tappabuchi. Il giorno prima chiedo che canzoni fanno in modo da potermele imparare ma la risposta è stata: non lo so. Eccezionalmente mi sono venuti a prendere ma mi sono fregato. Per farla breve, mi hanno imposto di suonare due brani che non sapevo. Io che non ho lo spartito devo suonare di primo achito due brani che non so, così per capriccio! Uno non l’ho suonato mentre l’altro ho fatto più o meno gli accordi e mi sono pentito di non essere andato con mia madre perché in quel caso avrei potuto lasciarli lì. Naturalmente mi sono incavolato tantissimo ma non è valso a niente.

XVII

Per problemi che esulano da questo articolo, per un breve periodo non sono andato a suonare nella terza parrocchia. Che reato! La solita parente ha fatto un casino… Però non voleva andarci lei!

XVIII

31 gennaio 2008: vado a suonare ad un funerale in una parrocchia extra. Alla fine della cerimonia uno più o meno mi dice: per lo meno oggi hai fatto qualcosa! L’avevo già incontrato l’anno precedente alle prove di un matrimonio e, sempre l’anno prima, ad un funerale nella prima parrocchia dove mi ha detto la stessa cosa. Quando qualcuno mi parla così resto davvero basito, amareggiato, deluso e rabbioso, tanto che non so cosa rispondere e alla fine gli ho detto qualcosa… Ma si può disprezzare talmente tanto una persona fino al punto di dirle che aspetta un funerale per fare qualcosa? Dopo qualche giorno ho inviato una mail alla parrocchia, corretta ma pepata, e non so se l’hanno letta, ma per certo non mi hanno più chiamato; hanno invece chiamato altri ciechi per i quali va bene tutto purché gli diano un lavoretto… Continuiamo cosìche la società andrà sempre peggio!

XIX

Mi pare fosse il 2009 quando sono andato in Comune per farmi, mi pare, la carta per le votazioni e parlando è venuto fuori le difficoltà che ho e mi è stato proposto di parlarne con l’assistente sociale che per fortuna non è più in servizio. Ho accettato ma sapevo che non avrei cavato un ragno dal buco. Dopo più di mezzora passata a dirgli le mie dificoltà, lei sbotta: ma lei, non vorrebbe mica un lavoretto? Al che mi sono tanto incazzato perché uno è lì che ti spiega le sue difficoltà proprio per i lavori che vuol fare e tu gli dici se non vuole un lavoretto? E ho lasciato perdere. Dopo qualche mese mi telefona una del comune chiedendomi se può venire da me per via del computer. ovviamente le dico di sì ma presumevo già dove voleva andare a parare perché di certo non viene da me per il computer guasto! Voleva, ad esempio, che le facessi dei documenti scegliendo i caratteri… Ha dimostrato d’essere ignorante perché io posso anche scegliere il tipo di carattere e il colore, ma non avendo mai visto non so che effetto estetico hanno! Allora ha ripiegato sull’acquisizione con lo scanner di eventuali pagine nell’eventualità assai remota che le potessero servire. Insomma un passatempo per bambini deficienti e non so come ho fatto a non mandarla a cagare, ma questo è il Comune che mi ritrovo.

Il prete che scocciava

La prima volta che ho suonato con lui nella prima parrocchia era a Natale 2010 e l’ultima il 5 maggio 2024: come ho fatto a sopportare un rompimento per così tanto tempo? Proprio non lo so, ma per lui non sono credibile.
All’inizio non mi sembrava poi così male, era un po’… Strano, ma pazienza. poi, a poco a poco, ho capito che per lui la parrocchia era come una caserma e i parrocchiani dei soldatini in guerra che seguono le regole di chi comanda perché altrimenti ti sparano per tradimento. No, lui non sparava fisicamente, ma umiliava gli altri facendoli sentire delle nulllità. D’accordo, le regole ci sono ed è giusto che vadano rispettate, ma esiste anche il buon senso. Inoltre, c’è regola e regola! Se uno tira quattro porchi in chiesa, è ovvio che lo butti fuori; Ma quando uno sbaglia una nota, mette un accordo diverso da quello che ti aspetti, fa una musica in una tonalità diversa, canta leggermente male, legge due letture senza dare il cambio ad un altro perché non c’è, se si inizia la messa senza partire dal fondo della chiesa, si fa un canto non proprio adatto alla cerimonia (l’importante è, ad esempio, non cantare per Pasqua le canzoni di Natale), beh, essere sempre lì a guardare questi peli nell’uovo è deprimente e scocciante; come se la fede fosse solo regola!
Quanto alla musica che questo prete vantava di conoscere, beh, diciamo che si è dimostrato davvero incompetente! leggeva lo spartito abbastanza bene e suonava malamente la tastiera ma nulla più. Se fosse stato competente, allora avrebbe saputo che una delle cose che s’imparano andando a scuola di armonia, basta quella complementare, è che un brano può essere armonizzato in più modi e quindi quando si suona ad una voce unica non ha senso seguire lo spartito alla lettera anche perché spesso le canzoni di chiesa sono armonizzate per chitarra e per principianti con il solito trin-tron, trin-tron, trin-tron; che noia! Inoltre, lo spartito che non sempre interpretava correttamente, a volte è fatto davvero male. Ricordo un violinista con cui dovevamo suonare Mission e lui, ovviamente, faceva la melodia. Ad un certo punto si è fermato e gli chiedo il motivo: perché è meglio se non ti dico come l’hanno scritta!
lo spartito è importante, ma sono altrettanto importanti la creatività e il buon senso di chi suona. Una persona parlando di un pianista diceva che non era bravo perché si limita a fare da ripetitore, lui copia e basta ma di musicalità, di suo nemmeno l’ombra. Ma queste ovviamente sono opinioni! Ma se al prete non andava come suonavo, perché non mi ha lasciato a casa?
Questo prete amava l’associazione Amici del sorriso che io detestavo perché si tratta di un gruppo non gestito dai portatori di handicap ma dai genitori di chi vi partecipa e che tende a considerare i disabili come cittadini di serie B. Anche il sacerdote precedente amava quell’associazione e per questo abbiamo avuto un’accesa discussione, ma almeno mi lasciava suonare come volevo! Questo prete, al contrario, voleva aiutare le persone a bloccare le mie mail contro l’associazione, alla faccia della libertà e dell’amore che si predica in chiesa! Ma, ripeto, perché non mi ha lasciato a casa?
Non ricordo più in che anno, ma una sera gli ho fatto presente che mia madre fa fatica a guidare la sera e quindi non potevo venire a suonare. La sua risposta è stata che ci sono anche i taxi. Lo so anch’io, ma pur non essendo attaccato ai soldi, il taxi mi costa più di quelli che prendo e e il taxi preferisco chiamarlo per le mie cose non certo per la parrocchia! Così ho continuato ad andarci la mattina.
Alcuni l’hanno seguito per convinzione, altri per farsi vedere belli ai suoi occhi e altri ancora per paura; il risultato è stato quello di una parrocchia tutta perfettina ma senza amore. Una schifezza!
una mattina che lui finalmente non c’era, la gente non sapeva bene che salmo cantare o comunque c’era una difficoltà. Dico di lasciare perdere e di recitarlo ma mi è stato risposto che poi glie lo dicono. Eh, cosa fa fare la paura! E anche se glie lo dicono cosa succede?
Ero a mangiare la pizza con il coro e c’era anche lui e si parlava non ricordo più di che cosa, comunque contro di lui. Ad un certo punto mi dicono di stare zitto perché mi sente. Magari! Evitavo di ripetere le cose per due volte.
Una mattina è venuto il Vescovo che mi ha fatto i complimenti per la scelta dei canti. Gli rispondo che non sono stato io a sceglierli e a quel punto interviene il prete dicendo che sono scelti da un gruppo di persone. Ma figurati! Facevamo le riunioni per provare e scegliere i nuovi canti ma, dopo anni di partecipazione svolta perché altrimenti si dice che il cieco vuol stare da solo, ho visto che si faceva sempre ed inesorabilmente ciò che voleva e quindi tanto valeva riunirsi e me ne sono rimasto a casa.
per un breve periodo diceva che non posso scegliere io i canti perché non ho il corso liturgico, ma figurati! Come se Nostro Signore guardasse il titolo di studio! Poi insisteva che lui mi aveva dato la possibilità di insegnare canto e quindi di suonare come mi pare ma io l’ho rifiutata. Per insegnare canto bisogna avere la voce per farlo, non si può far ridere i polli! Ma a parte questo, a me non fregava niente d’insegnare a cantare, mi bastava suonare come desideravo; certo qualche critica la si può sempre fare, ma non si può essere lì a controllare tutto peggio di un insegnante a scuola. E se avessi insegnato canto avrei avuto sempre il controllore alle spalle com’è capitato con gli altri che l’hanno fatto. E chiedo: come mai pur non insegnando canto, fino al 2010 ho suonato come volevo? Forse perché gli altri preti non sanno un cavolo di musica? Eh, a sentire quel prete tutti gli altri sacerdoti non sanno niente di musica e nemmeno delle altre materie, sa tutto lui! Ed allora perché ha tanto bisogno che gli altri vadano a suonare e quant’altro? E perché tutto deve dipendere da lui come se fosse un dio superiore agli altri? D’accordo, lui è il prete, ma c’è modo e modo di comandare. Un conto è comandare nel senso di dirigere la baracca, un altro è comandare reprimendo e umiliando gli altri facendoli sentire delle nullità.
In passato ho proposto alla gente che giustamente si lamentava di lasciarlo solo, ma si sa che le persone, per le ragioni che ho detto, parlano tanto ma poi…
Ma fuori della chiesa quel prete non era così male, un po’ strano ma insomma… Ed è così che con lui sono andato a dei concerti e qualche volta mi ha dato una mano con le mie cose e forse adesso ne ho capito il motivo: un narcisista dominatore sa sempre di cosa hai bisogno! Il narcisista capisce quali sono i tuoi bisogni ma non ha nessuna empatia con te.
Ma torniamo alla parrocchia. Non mi sono lasciato dominare più di tanto se pensi che un tempo quando c’erano da fare i canti nuovi ci dedicavo delle mezzore o anche delle ore per fare le basi affinché la suora o la cantante che c’era all’epoca potessero insegnare a cantare con la musica. Con quel pretaccio ci dedicavo svogliatamente sì e no dieci minuti o un quarto d’ora, a volte solo pochi minuti. Ecco cosa si ottiene a dominare gli altri. Tra l’altro, e non lo dico solo io ma anche i datori di lavoro, quel pretaccio non ha capito, o meglio non vuol capire, che essere sempre lì a controllare gli altri, essere sempre lì a guardare il pelo nell’uovo, voler sempre sapere tutto, voler sempre avere l’ultima parola perché è giusto solo ciò che lui dice, alla fine si ha una minore produzione del lavoro che vorresti raggiungere. Bisogna avere un po’ di fiducia nelle persone e di elasticità e lasciare che in parte possano tirare fuori quello che hanno dentro altrimenti perché lavorare? Per accontentare il prete? Per paura? E’ proprio quella che ti blocca. Infatti con lui suonavo peggio. Quando prima della messa facevo qualche musica ero sempre attento a non sbagliare. Ma vuoi mettere quando non lo conoscevo? Se c’era una canzone nuova da fare che non avevo mai fatto, la improvvisavo e veniva bene lo stesso; poi, col tempo, l’avrei perfezionata. Insomma, essere controllati è proprio una palla. Ma poi dove sta scritto che lui sa sempre tutto mentre gli altri sbagliano? Questo considerare le persone inferiori e bisognose della sua presunta sapienza mi sta proprio sulle palle.
Tanti anni fa mi diceva che sbagliavo un Alleluja. Ho preso due edizioni della Casa del padre che erano diverse tra loro ma nessuna era uguale a quella che faceva lui e glie l’ho detto. La sua risposta è stata che lui da piccolo l’ha sempre suonata così e…. Ma non per questo deve essere giusta! E chi se ne frega di come hai suonato da piccolo?
l’estate del 2020 è stata brutta come del resto quelle successive e mi sentivo una merda quando andavo a suonare dove ti dicevano persino la tonalità che dovevi fare. Durante la settimana che precede il 30 agosto, ho litigato con il pretaccio e così la domenica me ne sono rimasto a casa. Ma sono stato un coglione perché non ho avuto il coraggio di starmene a casa per sempre! come del resto non ho avuto il coraggio di starmene a casa dopo il periodo covid nel quale se non fosse stato per le restrizioni e le morti dovute al virus, o meglio a quelle che i nostri governanti hanno provocato, si stava così bene…
Durante l’estate degli ultimi anni che sono andato a suonare, aveva suonato e registrato una canzone che non ricordo. Ma quando gli ho fatto notare che era diversa dall’originale, lui mi ha detto e detto alla gente che aveva seguito lo spartito ed era giusta. Sì, ma bisogna vedere se lo spartito viene interpretato correttamente! Ma se mi credi così incompetente tanto da non accorgermi che sbagli, perché non mi lasci a casa e ti prendi un robottino che stia sempre zitto e ai tuoi ordini?
Da notare che non si comportava così solo con me ma con tutti, sempre lì a guardare se uno sbaglia o no, e non solo con la musica ma con qualsiasi materia perché, lui, sa sempre tutto.
Ma restando alla musica, io dico che per apprezzarla veramente bisogna ascoltarla lasciandosi andare e non essere sempre lì teso ad ascoltare se uno sbaglia o no; ma contento lui….
La mia tesi secondo la quale si tratta di un prete narcisista e dominatore, troverà conferma quando ho smesso di suonare: in tempi diversi, ad insistere perché tornassi. Perché? Per farmi dominare ancora? Come se dalla fine del 2010 a maggio 2024 fossero pochi anni. Marameo! Mi hai fregato per tanto tempo, per tanto tempo sono stato un coglione ma adesso basta.
Dimenticavo una cosa, e chissà quante altre, durante il periodo del covid, ho fatto notare che la base di Astro del ciel che lui aveva fatto per la flautista era sbagliata… Ma no, lui ha sempre ragione! Figurati! Astro del ciel l’ho sempre suonato fin dagli arbori e adesso viene lui ad insegnarmelo. Ma perché non mi ha lasciato a casa?
Immagina di chiamare un idraulico e d’essere sempre lì a dirgli come deve mettere la chiave, come deve girare il tubo, come deve fare questo e quello. pensi che l’idraulico se ne stia lì? Ti manda a fanculo e, giustamente se ne va! Certo, una parola la puoi dire, ma se sei così tanto bravo da insegnare il lavoro agli altri senza avere rispetto di ciò che uno fa, allora fattelo da solo!
Mi ha detto che non facevo il musicista: e che cosa ho fatto dal 2010 al 2024? Il fabbro (con tutto il rispetto per chi svolge questo lavoro)? Ma ovviamente rispetto la sua opinione. però ci vorrebbe un minimo di coerenza! Se una persona non ti piace come lavora, perché chiamarla ancora e ancora? E perché dopo che se ne è andata, invece d’essere contento insisti e insisti perché torni?


Di Franco (moderatore)

Appassionato di radio ed elettronica fin da bambino, in età adulta mi sono dedicato molto al computer e qui trovi alcune delle mie esperienze con l'aggiunta di temi di attualità che mi sono cari.

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