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III: suonare nelle parrocchie, un lavoro che è meglio evitare soprattutto se sei cieco

Senza IA

Nella terza e ultima parte di questo scritto, riprendo i ricordi negativi ma essendomene dimenticati alcuni, e chissà quanti altri, riparto dagli anni ’90 fino al 2025. Poi vedremo i rimpianti, l’inizio della malattia, il pochissimo che mi è rimasto di questi quasi 44 anni e le conclusioni.

Ricordi negativi dagli anni ’90 al 2025

I

Primi anni ’90: pomeriggio, suonano il campanello e vado ad aprire. C’è uno che chiede dei miei o di mia madre, non ricordo bene. Gli dico che sono nell’orto e gli indico la strada e chiudo pensando a qualcuno che volesse qualcosa dai miei genitori. Verso sera mia madre mi dice: sai cosa voleva quello che è venuto? Le dico di no. Praticamente le aveva dato dieci mila lire per un funerale che avevo suonato, l’elemosina che poteva dare benissimo anche a me almeno glie le avrei tirate dietro; ma il povero cieco suona ai funerali per passatempo e i soldi vanno dati alla mamma perché è un deficiente!

II

Mi pare che fosse il ’95 o giù di lì: arrivo a suonare un funerale nella seconda parrocchia e trovo una che ad alta voce dice che non sa che canti fare e glie ne propongo qualcuno. Risposta: taci tu che sei cattivo. Evidentemente intendeva parlare solo con mia madre che mi accompagnava, io per lei non valevo un fico secco! Sono stato troppo buono, anzi, tanto ma tanto coglione perché non ho detto niente e una rispostaccia così non la si dà nemmeno ad un cane, anzi, se fossi stato un cane magari avrebbe fatto le feste.

III

Credo fosse il 2007: i miei non potevano portarmi nella prima parrocchia per un funerale ed eccezionalmente mi aveva accompagnato una donna che conoscevo fin dagli anni ’80 quando secondo lei non facevo niente. Mi lamento un po’ per la tristezza di un funerale, e del resto che cosa dovevo fare? Forse fare i salti di gioia? Per farla breve, per lei tutte le cose che facevo a casa non valevano un accidente mentre per me erano proprio quelle che mi mantenevano vivo. Ma tu ti immagini cosa sarei diventato se avessi suonato in chiesa e basta?

IV

Domenica 17 luglio 2011 ed agosto 2017: uno della seconda parrocchia mi ha chiamato perché c’era un funerale il lunedì e lui voleva una musica che non sapevo. Chissà perché deve decidere lui che musiche fare! Gli ho risposto di chiamare mister X che ci vede e con lo spartito davanti lo può accontentare. Mancandomi completamente di rispetto lui s’incazza e mi dice: “e allora tu stai lì a guardare le travi!” E poco importa se era di domenica e se non stavo bene e se imparare una musica, mi pare fosse Bach, senza spartito all’ultimo momento non è certo il massimo. lui voleva quella e io schiavetto dovevo essere pronto per i suoi comodi, le mie esigenze ovviamente non c’erano. Naturalmente mi sono incazzato e non ho suonato. Ma nonostante questo, la persona ha continuato a dirmi che se non suonavo ai funerali io me ne stavo lì a non far niente, alla faccia del rispetto!
Non ricordo più in che anno ma è venuto a casa mia non so nemmeno io per che cosa, nel senso che voleva che gli suonassi una Salve regina che potevo benissimo impararmi da solo. Ricordo che quando gli ho fatto notare che in internet la fanno diversamente da come la canta lui, mi ha detto che la vuole così e basta, Lo schiavo deve sempre ubbidire! Per la fretta di sentire le sue bagianate, ricordo anche d’aver incasinato l’hard disk e glie l’ho detto. Risposta: non importa, tanto poi lo metti a posto. Sì, perché sono capace di farlo! Ma se dovessi chiamare un tecnico, chi me lo paga? Anche se non era lui a pagarmi, era consigliere parrocchiale e tirava fuori tutta la sua superbia.
Così arriviamo ad agosto 2017 quando mi sono proprio stufato e al sacerdote della seconda parrocchia ho messo due semplicissime condizioni per poter continuare:

  • che qualcuno mi venisse a prendere,
  • che mi dicessero i canti da fare e non che mi mettessero un foglio scritto con la penna o una matita che dovevo farmi leggere da mia madre perché il tale ce l’aveva con me perché non amo suonare ai funerali.

Non ho avuto nessuna risposta e bene così, almeno anche la seconda parrocchia se n’era andata.

V

Nel paragrafo precedente ho detto “anche”, perché l’11 agosto del 2012, salvo poi qualche anno dopo un funerale di una parente, è stata l’ultima volta che ho suonato nella terza parrocchia. Delle lezioni di psicologia di quel prete mi ero scocciato ed inoltre ultimamente quando mi davano i soldi sembrava che andassi a chiedere l’elemosina, cosa che grazie a Dio non ho bisogno di chiedere.

VI

2012 e 2018: ero a camminare con mia madre quando una maestra si ferma e comincia ad adularmi e propone di venire a camminare con me. Per farla breve le servivano dei consigli musicali ma quando ha sentito che mia madre se ne sarebbe stata a casa, ha cominciato a tirarsi indietro, perché qui e là. Eh, stai attenta maestra che il cieco non si metta a palpeggiarti per strada o, peggio, che non s’innamori di te! E naturalmente non si è fatta più vedere fino a dicembre 2018 quando, incontrando mia madre, le ha detto che sarebbe venuta a trovarmi; ma figurati! Puoi aprofittare dell’anzianità ma sopratutto dell’ingenuità di mia madre ma al sottoscritto non la dai da bere facilmente e sapevo già dove voleva andare a parare. Ed infatti era il primo pomeriggio di sabato quando è venuta con il secondo fine di chiedermi cosa faccio e non faccio e di dirmi che devo ritornare a suonare nella seconda parrocchia, addirittura voleva chiedere al prete come se fossi un bambino deficiente incapace, se volevo, di telefonargli. Sono stato incavolato fino a lunedì e poi, piano piano, me la sono fatta passare come sempre. Con che diritto gli altri decidono cosa devo fare? E perché quando non gli sta bene ciò che faccio decidono per me? Ma se anche stessi senza far niente, cosa che a volte faccio solo adesso per motivi che vedremo, agli altri cosa glie ne frega?

VII

2015, 2016 o giù di lì: ero in macchina con delle persone e tanto per parlare decido di togliermi una curiosità. Chiedo se si ricordano le tortore degli anni ’70 e primi anni ’80 quando facevano un altro suono costituito, pressapoco, da un quarto col punto, un ottavo e un quarto mentre negli anni successivi fanno, pressapoco, un ottavo, un quarto e un ottavo, praticamente una sincope. Evidentemente era un’altra specie di tortora, non ricordo piùquante ce ne sono, ricordo però che sono parecchie anche se in rete non ho mai trovato quella degli anni ’70 che cercavo e in macchina nessuno si era accorto di questa cosa. Ma salta fuori una signora che mi dice: “Vedi, tu sei un contemplativo mentre noi abbiamo tante cose da fare e non badiamo a certe cose. Contemplativo? Ma se non vedo nemmeno la luce, cosa vuoi che contempli? E poi, dove sta scritto che tu hai tante cose da fare mentre io che sono cieco e che tra l’altro mi ci vuole più tempo a raggiungere un obbiettivo anche perché l’accessibilità di certi strumenti lascia a desiderare oppure non c’è proprio e secondo te avrei nulla da svolgere e me ne starei lì tutto il giorno in contemplazione?

VIII

Brutta esperienza del 2016: uno della seconda parrocchia mi ha chiesto d’andare a suonare la messa della sera. Ha cominciato ad adularmi, a darmi ragione su questo e su quello ma io non sono certo uno sciocco e non mi sono lasciato ingannare e ricordo d’aver parlato ad un altro della stessa parrocchia del comportamento della persona che mi aveva chiesto di suonare ottenendo la risposta che a me non sta mai bene nessuno. Siccome sono troppo buono e troppo coglione, alla fine, anche se mal volentieri, mi sono lasciato acalappiare da chi in realtà mi sfruttava solamente. Qui ho fatto una cosa che non faccio mai e che non rifarei, ma nella vita ci sono anche le eccezioni che in particolare saltano fuori quando sei disperato, esattamente come quando c’è qualcuno che crede ai maghi o ad altre banalità. Quando sei disperato, diventi una preda facile per gli aprofittatori. Ho acettato di suonare per un prezzo ridicolo a patto che lui mi aiutasse con le mie cose ed è venuto ad aiutarmi per… tre quattro volte, forse cinque? Comunque assai meno di quello che ho suonato. La cosa più bella è stata che mi ha anche aiutato con una scheda madre di cui dovevo verificare le prese. Al sacerdote lui diceva che io andavo a suonare così tanto per passatempo, ma le bugie hanno le gambe corte. In realtà, i pochi soldi che mi dava li rubava in chiesa e quando l’ho saputo non solo ho lasciato perdere ma ho lasciato correre anche diverse messe che non sono state pagate. E del resto, l’anno precedente mi aveva chiamato per una messa anch’essa non pagata.

IX

Ancora 2016, anno non identificato e 2024 o 2025: vado ad una comedia dove trovo una professoressa che come al solito mi chiede se suono e cosa faccio, che palle! Non ho mai avuto il coraggio di dire a certa gente che mi masturbo così come ha fatto un mio amico non vedente! mi dice che è bello avere un’attività, e che qui e che là, insomma anche per lei tutti i lavori che facevo a casa non valevano un fico secco! L’importante era suonare. per le soddisfazioni che ne ho avuto, era invece meglio se non avessi mai cominciato! Capirai che soddisfazione: lo sconforto dei funerali, la sottomissione ad un prete della prima parrocchia il quale invitava pure gli Amici del sorriso che consideravano i portatori di handicap cittadini di serie B, matrimoni sgangherati uno o due all’anno, ma il cieco deve essere contento così!
Una sera mi arriva una mail, che strano che la professoressa si abbassi a mandarmi un messaggio! Una volta letta ho scoperto il trucco: voleva che andassi a suonare ad un funerale in un paesino. Non le ho risposto ma l’ho invece chiamata al telefono perché sapere le cose a voce è sempre meglio. Dovevo suonare gratis perché lei non aveva coraggio di chiedere i soldi e farmi accompagnare da mia madre e naturalmente ho rifiutato. Hai capito come mi considera la professoressa? un deficiente che suona ai funerali accompagnato dalla mamma per passatempo.
Che non vengo considerato una persona ne ho avuto conferma nel 2024 o nel 2025 quando l’ho incontrata: con tutte le mail che avevo inviato, lei non sapeva nulla della mia malattia perché non le aveva nemmeno aperte.

X

Ancora anno non identificato: vado nella quarta parrocchia per un funerale dove incontro una della prima parrocchia, i paesi sono piccoli, che mi dice: almeno questa mattina hai fatto qualcosa! Come se io aspettassi il funerale per farla! ma quella volta mi sono incazzato tantissimo, prima dal vivo e poi per telefono.

XI

Non ricordo in che anno eravamo ma ero in macchina con uno che si è fermato per far salire altre due o tre donne per andare ad un funerale. Una di queste si mette a parlare di cose molto intime perché tanto io non capisco niente. A quel punto l’autista le dice un qualcosa per zittirla ed io, arrivati alla parrocchia, le ho fatto una di quelle battutacce…

XII

Anche in questo caso non ricordo esattamente l’anno, ma una mattina alla fine della messa nella prima parrocchia trovo uno che, offendendomi senza motivo, dice che sono cattivo. Fortunatamente c’era mia madre la quale per paura o ingenuità in questi casi si mette sempre a ridere e così, per non passare da scemo, non ho detto quasi nulla. Ma i cattivi a volte si stufano e, anche se troppo tardi, rimangono a casa.

XIII

Non ricordo l’anno ma ero in macchina con una che diceva d’aver dato della lana da lavorare ad una portatrice di handicap che conosco. Le faccio notare che non è detto che alla portatrice di handicap piaccia fare quel lavoro e lei subito s’incazza dicendo la solita stronzata: “E allora, la lasciamo li così?” Risposta: certo, perché non puoi decidere per gli altri. Chi ti credi di essere?

XIV

Ed ancora non ricordo più in che anno ma ero in una delle quattro parrocchie quando una mi dice che suonare ai funerali è bello e che qui e che là. Sarà bello per lei ma a me non piace ed un cieco dovrebbe essere rispettato per ciò che sente.

XV

Ed ancora non ricordo l’anno: un giorno vado nella quarta parrocchia per un funerale ma ero particolarmente scoglionato e lo dico. Uno mi dice: massì, dai, tanto sei bravo… Possibile che non ci sia mai una volta che vengano rispettati i sentimenti di un cieco? Siccome se ne è andato subito, ho chiesto chi fosse e a casa ho cercato il numero telefonico ma ho trovato la moglie che ovviamente lo giustifica. Le ho detto che ai funerali non ci si diverte e che se uno è giù di morale lo diventa ancor di più.

XVI

Nel 2019 ho incontrato quella che mi voleva dare da suonare gratis per tutto il giorno in un’associazione, così tanto per farmi fare qualcosa, come se non ci fossero già i telefonini a farlo e il cieco fosse un deficiente a cui basta riempire la giornata di cazzate e come se non facessi altro che suonare! Vedi l’articolo
Quando un portatore di handicap viene trattato da poveretto.

XVII

2020 e 2025: vado nella prima parrocchia dove una mi chiede come sta mia madre. Capita che in casa non si vada d’accordo e io che non sono abituato a fare la doppia faccia le rispondo: eh, fa disperare! E lei: o sei tu che fai disperare? Secondo i canoni di vita insulsa, naturalmente è sempre il cieco o il portatore di handicap a far disperare. Lei non conosce minimamente i problemi della mia famiglia, che diritto ha di giudicare? nessuno. Poi quando non sono più andato a suonare diceva: e Franco, quando torna? Puoi attendere fin che vuoi, anche il cieco si stufa di non essere preso sul serio.

XVIII

Pasqua 2023: negli ultimi anni per le grandi feste sono andato a suonare nella quarta parrocchia, finalmente un po’ di vita perché con tutti sti funerali… Peccato che anche lì ci fosse una che, pur non sapendo niente di musica, era sempre pronta a modificare le canzoni come le pareva… E gli altri non dicevano niente… Prima d’andarci, uno mi fa gli auguri telefonicamente ma ho poco tempo e glie lo dico. La sua risposta è stata: beh, almeno oggi fai qualcosa! Come se quando non vado a suonare fossi lì a grattarmeli! Che poi non ho ancora capito agli altri cosa interessa!

XIX

Ultimi anni nella quarta parrocchia: una ragazza mi ignora come del resto fa con le mie mail. Forse pensa che non la riconosca, tanto è cieco… Era stata a casa mia con il pretaccio della prima parrocchia e tutta la settimana a chiedermi per cantare un salmo…

XX

Pasqua 2024: sono esausto, scocciato, depresso, stressato e deluso. Non è capitato niente di strano, ma il non essere riconosciuto per ciò che faccio, non essere valorizzato per ciò che sono, essere sempre messo da parte tranne quando si ha bisogno di suonare eccetera, ormai mi hanno proprio scocciato. Uno mi dice che adesso ci sarà da suonare anche al Corpus domini o qualcosa del genere e io gli rispondo scocciato che tanto… Ma lui insiste, sono cieco e devo, devo, devo, devo suonare. Ma che palle! Ma suonatevela!

Rimpianti, inizio della malattia e ciò che mi è rimasto

Lo so, piangere sul latte versato non serve a nulla perché tanto indietro non si torna, Facile a dirsi, difficile a farsi soprattutto quando, invece d’avere persone che ti aiutano, hai quasi esclusivamente gente che ti sfrutta per i suoi comodi.
La mattina del 4 maggio 2024 stavo bene, ricordo che ho scritto qualche cosa… Il pomeriggio è cominciato l’ictus ma io non lo immaginavo. Sono andato a suonare nella quarta parrocchia ma sbagliavo tutto e non capivo il perché ma un parrocchiano inesperto di musica se n’è accorto; del resto la cosa era evidente!
Tornato a casa c’era la cantante per le prove di un matrimonio e anche in questo caso sbagli a non finire tanto che se n’è accorta, ma non sapevo cosa farci. Mi sentivo stanco e la mano destra non rispondeva, ma era una stanchezza strana, un qualcosa che non avevo mai avuto.
La mattina successiva sono andato a suonare dal pretaccio che, da quanto s’intende di musica e siccome sa sempre tutto lui, nonostante gli sbagli non si è accorto di nulla. Diffidate sempre di chi sa tutto, sono persone che per nascondere la loro insicurezza e la loro incapacità dominano gli altri. E del resto, se davvero sai qualcosa, non hai certo bisogno di dominare gli altri ed essere sempre lì a guardare il pelo nell’uovo, le cose le sai e basta.
Lunedì ho chiamato il medico e mi sono accorto che le parole non fluivano correttamente. Sapevo ciò che volevo dire ma nelle spiegazioni un po’ complicate le parole non fluivano, era come se tra il pensiero e il fluire delle parole si fosse messo qualcosa. Il medico è venuto solo martedì pomeriggio, pressione alle stelle, forse un’ischemia, visite ed esami ma insomma nulla di certo tanto che successivamente mi sono attaccato al computer, e con la mano che non riuscivo a scrivere te lo raccomando, trovando in mezzo a tutto quel ciarpame di internet ciò che mi sembrava più serio: avevo un ictus. Come abbia fatto a cercare le cose non lo so, evidentemente era la forza della disperazione. E come ho fatto a sopportare quella notizia emotivamente stando da solo non lo so. Sì perché quando il cieco non suona è da solo. Ma suonare è importante!
Quei giorni non sono stati per nulla facili, tralascio un po’ di cose perché dovrei scrivere un libro; dico solo che vivere con la madre anziana, e per fortuna che c’è ancora e che Dio me la conservi a lungo, con la caldaia che si rompe proprio in quei giorni ed altre vicende che non dico, è stato davvero stressante.
A proposito: non sono io a dirlo, ma l’ictus viene anche per lo stress e io ne avevo da vendere. Ma in tutto questo stress c’è un dato positivo: non sono più andato a suonare nelle ultime due parrocchie che mi rimanevano. Non l’ho deciso a tavolino, mi è venuto spontaneo farlo forse per lo stress che suonare nelle parrocchie mi arrecava, forse perché sapevo che non avrei avuto mai nulla da quel lavoro e che ne avevo abbastanza, quasi 44 anni. ti sembrano pochi?
Un’altra conseguenza, e questa contrariamente al suonare in chiesa mi dispiace, è stata l’assenza quasi totale di voglia di musica e ancor meno di suonare. Non penso che ciò sia dovuto solo agli anni, credo che in buona parte sia dovuto allo stress d’essere sempre controllato ogni volta che suonavo e allo stress di non essere mai apprezzato per le cose che facevo. L’unica cosa che contava era il suonare in chiesa, il resto non valeva un fico secco! Tanto che mi si diceva che era bello suonare ai funerali! Che schifezza, Che persone ingiuste e piene di pregiudizi.
Ma non è finita perché la cosa assai fastidiosa è che mi si sia continuato a proporre di suonare in chiesa. naturalmente domandare è lecito, insistere un po’ meno! Per il pretaccio privo di empatia sarei potuto ritornare anche subito. Comunque, a parte i primi momenti, a Natale 2024 è venuto per chiedermi di tornare, ci ha riprovato a Pasqua 2025 mentre per le feste di Natale dello stesso anno ha mandato la segretaria perché dice che mi agito e poi per fortuna l’ha piantata. Mi agito per forza! Invadente com’è, lui fa dire a mia madre ciò che vuole, tanto lei è stata sempre sottomessa da mio padre e dire ciò che pensa è un reato! Prova ne sia che a santo Stefano 2025 mi sono incavolato con lei perché indora sempre la pillola a chi le chiede se non suono più. Ma porcaccia miseria: non sei capace di dire che di suonare in chiesa non ho più voglia? E poi, se insistono tanto, non sei capace di dire che non sono obbligato a farlo? E se insistono ancora, che se la suonino loro!
Altre persone mi hanno chiesto di tornare a suonare e per la prima volta ok, domandare è lecito. Ma la persona che me l’ha chiesto e ho detto no e ciò nonostante con insistenza ci ha riprovato dopo mesi, l’ho mandata a quel paese e ben le sta.
Nel primo periodo della malattia due cose mi hanno rotto particolarmente:
1) secondo una persona io non avevo nulla, era solo che la mano si intorpidisce e le parole non vengono quando non si ha voglia di fare. La mia era solo una malattia psicosomatica. D’accordo, la persona non è un medico, ma ha avuto la madre con l’ictus e non ha capito nulla, o per meglio dire, per il povero ciechino l’ictus non c’è, è solo che non ha voglia di fare;
2) Mi lamentavo per le pastiglie da prendere e uno mi dice; tanto tu non hai nulla da fare, che problema c’è? Io mi lamentavo per le controindicazioni che le medicine hanno e non certo per il tempo che ci vuole a prenderle, ma la mentalitàè quella che il povero ciechino non ha nulla da fare e che per lui gli sta bene qualsiasi cosa, anche prendere le medicine.

Sbagli

Il primo grande sbaglio è stato d’ascoltare quei “grandi” professori che non vedevano niente al di là della musica classica e del collegio che mi hanno consigliato di fare il conservatorio. pperché farlo? Forse perché la musica mi piaceva? Ed allora?
Non ho mai avuto il pallino di fare il concertista, la musica mi piaceva ma non così tanto da dedicarci tutta la vita! Inoltre, ad insegnare in collegio, oltre ad essere un ambiente schifosissimo che non vedevo l’ora di togliermi, non c’è posto per tutti. Ed allora cosa rimane? Insegnare nelle scuole medie cosa che non mi è mai piaciuta. Amo l’insegnamento individuale, ma è proprio un caso che uno riesca ad entrare in un altro conservatorio per farlo.
La mia passione erano le radio private con le quali mettevo assieme la passione per la musica, quella per la tecnologia e la voglia di parlare alla gente. nei miei sogni d’adolescente mi vedevo direttore di una radio in mezzo a persone vedenti… Purtroppo non solo non avevo i soldi, ma non conoscevo le persone per fare una radio. In collegio era vietato parlare di radio e alle mie ex di quei tempi la cosa dava fastidio… Ma la passione fa fare cose davvero strabiglianti: ho passato l’estate del 1980 con un mixer? Beh, si fa per dire! Era una scatola da scarpe con degli interruttori della luce e dei cavetti messi alla meglio che andavano a due registratori e due microfoni…
Il secondo sbaglio è stato quello d’aver suonato nelle parrocchie! All’inizio non mi sembrava oppure non ci badavo, successivamente ho compreso che ero considerato un povero ciechino ma pensavo che con l’andar del tempo quella mentalità si sarebbe estinta. Ed invece è sempre peggio! Ed è per questo che dico che suonare in parrocchia è un lavoro da non fare soprattutto se sei cieco. Ma se proprio per questione di soldi lo vuoi svolgere, ti raccomando di non fare come me, chiedine tanti e poi tanti, che ne so, almeno 50 o meglio 70 euro a messa, così si spera che la smettano di trattarti come il povero ciechino a cui dare un passatempo, poi se te ne avanzano fai beneficenza…

Cosa mi è rimasto

Nei paragrafi precedenti ho messo solo le parrocchie in cui suonavo regolarmente, ho tralasciato quelle in cui andavo saltuariamente per non star lì a cercare negli archivi. Ed ecco cosa mi è rimasto dopo quasi 44 anni che mi sono prodigato per loro:

  • prima parrocchia=una persona con una briciola infima di contatto, quasi zero, ma ci sarà ancora?
  • Seconda e terza parrocchia=zero assoluto. Sì, se incontro delle persone mi salutano ma per il resto… Che poi non so se le incontrassi da solo se mi saluterebbero, per esperienza ti posso dire che certa gente mi saluta quando mi vede assieme a qualcuno che li conosce, ma quando il cieco è da solo… massì, tanto lui non mi vede!
  • Quarta parrocchia=due mezzi contatti, ma devo stare attento a non rompere troppo, e ci saranno ancora?
Conclusione

Non so se sono riuscito a far capire tutta la sofferenza che mi ha dato il suonare nelle parrocchie, ma ribadisco che è un lavoro da non fare soprattutto se sei cieco e per un motivo molto semplice ma sconcertante: siamo quasi alla fine del 2026 e possiamo tenere in mano una quantità di foto, audio e video per i quali un tempo occorrevano enormi magazzini, in più abbiamo l’intelligenza artificiale con tutti i suoi benefici ma anche con i suoi inconvenienti… ma come mentalità e senso morale siamo assai regrediti. Un tempo c’era la persona ignorante, nel senso di ignorare qualcosa e non dal punto di vista dispregiativo, ma quando ad esempio venivano a casa mia e vedevano le cose che so fare e posso svolgere ne rimanevano affascinate; sì, poi c’era la persona irreducibile ma era un’eccezione.
Adesso che è facile informarsi, la maggioranza delle persone considera il cieco un cittadino di serie B, uno incapace di decidere, insomma, un deficiente!
Vuoi la prova? Quante sono le persone che mi hanno aiutato per le mie cose, per quelle cose che per me valeva la pena spendere il mio tempo? pochissime! Poi se prendi in considerazione che tanti mi hanno dato una mano solo perché andavo a suonare o per dovere ma senza nessuna empatia…
E alla fine, ero quasi da solo quando ho cominciato a suonare e sono rimasto quasi da solo.
Lo so, qualcuno dirà che è colpa mia opure non crede a quanto ho scritto, pazienza, non si può piacere a tutti e non si può essere creduti da tutti, ma non penso che le parrocchie in cui sono andato siano le uniche a trattare i ciechi da deficienti, penso che molti ciechi ignorino la faccenda o desiderino ignorarla perché essere consapevoli di certe cose dà dolore.
l’ultima cosa: soprattutto chi non ha la fede, e io non mi vanto d’averne poi tanta, a questo punto potrebbe dire che io sia contro la chiesa o, peggio, contro Dio: sbagliato, anzi, sbagliatissimo! A costoro, senza approfondire, rispondo una cosa molto semplice: Gesù non si sarebbe comportato nel modo che ho descritto, e per saperlo basta leggere il Vangelo per capire che Lui non escludeva nessuno e non trattava nessuno come un cittadino di serie B.

Di Franco (moderatore)

Appassionato di radio ed elettronica fin da bambino, in età adulta mi sono dedicato molto al computer e qui trovi alcune delle mie esperienze con l'aggiunta di temi di attualità che mi sono cari.

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