Installare Linux a fianco di Windows 7

Con la capienza dei dischi attuali e la comodità di non dover cambiare continuamente disco per passare da un sistema all’altro, in caso di necessità è comodo avere due sistemi operativi nello stesso hard disk come ad esempio Linux e windows 7. Il rovescio della medaglia è una certa difficoltà di gestione da parte di chi non vede come vedremo in seguito. Visto che la versione 14.04.1 di Linux ubuntu non è il massimo dell’accessibilità, ho provato questo tipo di configurazione tornando alla 12.04.1, supportata comunque fino al 2017, che mi dà la possibilità di usare anche Gnome classic e di passare da un’interfaccia all’altra senza problemi di accessibilità. Le prove d’installazione a fianco di windows le ho svolte senza che quest’ultimo avesse la piccola partizione di boot che a me rompe solamente. A parte quanto dirò di seguito, l’installazione si esegue come abbiamo visto in passato. là dove si sceglie come partizionare il disco ci sono tre opzioni:
• installa ubuntu a fianco di windows 7 (default),
• sostituire windows,
• altro (per effettuare le partizioni manualmente).
Ho lasciato il default e cioè la prima opzione. Nella schermata successiva sembra si possano cambiare le dimensioni delle partizioni ma con orca non mi riesce di farlo e non sono nemmeno sicuro che si possa fare e quindi anche qui ho lasciato il default. La schermata successiva chiede conferma alle modifiche del disco e poi l’installazione prosegue come visto in passato. Se il disco ha più partizioni, per farsi spazio Linux ridimensionerà solo quella in cui è installato windows 7. Quando il disco contiene solo la partizione con windows 7, provato con un hard disk da 500 gb, il 51% rimane a windows mentre il restante 49% viene occupato da una partizione estesa in cui il 48% sarà riempito dalla partizione principale di Linux nel formato ext4 e il rimanente 1% dalla partizione di swap. Per tanto Linux non partirà da una partizione primaria ma da una logica in ext4 anche se sarà lui a partire per default una volta che è stato installato. Per far partire windows chi vede non ha nessuna difficoltà, semplicemente non preme niente se vuole caricare Linux mentre seleziona windows quando appare il menu di boot. Per chi non vede nemmeno i cambiamenti che avvengono su schermo, (a volte non serve proprio leggerlo, basta vedere che qualcosa cambia), la cosa è più difficile soprattutto se sei in un computer moderno senza floppy e magari su un portatile privo del beep di ok. A complicare ulteriormente le cose c’è anche il fatto che il menu di boot non è più stampabile tramite la stampante braille (e nemmeno con una parallela in nero) come invece avveniva con ubuntu 7.04 o 7.10 ed xp. Dopo aver fatto diversi tentativi che non descrivo perché sono i soliti che si fanno quando non è possibile leggere lo schermo, ho capito come funziona e personalmente mi regolo così: accendo il computer e dopo il beep di ok attendo un po’ fino a quando si muove il floppy che nella sequenza di boot ho messo per primo e dopo un pochino, aiutato anche da un piccolo rumore dell’hard disk e dalla ventola del processore che cambia leggermente di tonalità, premo cinque volte freccia giù ed invio ed attendo il suono di windows. Il menu non è circolare perché premendo sei o sette volte freccia giù parte sempre windows. Per far partire Linux invece mi basta accendere il computer ed aspettare ma posso accorciare i tempi di 10 o 15 secondi se dopo qualche attimo dal movimento del floppy premo invio. Praticamente accorcio il tempo in cui sullo schermo c’è il menu di boot per scegliere con quale sistema partire. Per chi non ha il beep ed il floppy, una soluzione potrebbe essere quella di farsi guardare lo schermo per una volta cronometrando il tempo esistente tra l’accensione del pc ed il momento in cui è ora di scegliere con quale sistema partire. Lo so, è macchinoso ma… La cosa sarebbe molto più semplice se il menu di boot fosse dotato di beep, un gioco da ragazzi per un programmatore al quale non sono mai venuti in mente e a cui nessuno magari ha segnalato l’esigenza.
Usando Image for dos 2.90 per il backup di un disco con Windows 7 e linux mi capita questo: quando il disco contiene solo la partizione primaria con Windows (senza la piccola partizione di boot) e, all’interno dell’estesa, le due logiche con la partizione principale di linux e quella di swap tutto va bene. Al contrario, se oltre a quelle citate vi è nel disco una logica in fat32 e un’ulteriore primaria in ntfs, Image for dos dà problemi nell’elenco delle partizioni ma basta premere invio selezionando Ok per farle apparire tutte e poterle selezionare. Succede la stessa cosa anche in fase di ripristino e finora non ne conosco il motivo.

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