Disco esterno freecom mobile drive classic III in generale e il problema del cavo,

Questo disco usb 3.0 autoalimentato viene rilevato da Windows con una sigla lunghissima e cioè
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e, come altri modelli Freecom, forse tutti, viene fornito con la formattazione in fat 32. Dentro ci sono i manuali con le solite raccomandazioni stupide e vari programmi, come quello per formattare il disco come ti pare o quello per il backup, di cui non ho testato l’accessibilità da parte di chi non vede. Con Partition assistant ho notato che la partizione fornita dalla fabbrica è già allineata.
I dischi autoalimentati sono nati per essere usati con i computer portatili e quindi per certi aspetti è ovvio che abbiano un cavo corto dato che se sei in treno non puoi portarti dietro una matassa di filo. Ma proprio perché manca l’ingombro dell’alimentatore e ci sono meno fili da collegare, sono assai comodi anche con i computer desktop anche se in certi casi il cavo in dotazione è troppo corto per poterli collegare comodamente (vedi quando hai il desktop in posizione scomoda o un tower sotto il tavolo). Purtroppo in questo disco non è solo un problema meccanico, per il quale basterebbe una prolunga, ma anche un problema elettrico. Il cavo in dotazione misura 45 cm con le spine (quindi sono un po’ meno di 40 cm di cavo). Aggiungendoci una prolunga in dotazione agli adattatori wireless-usb che misura circa 150 cm e non 180 come certi cavi usb, il disco funziona assai saltuariamente. Dopo il suono che ne indica il collegamento, e l’avvertimento che la periferica può funzionare più velocemente nel caso che sia stato collegato alla usb 2.0, windows non riesce ad associare l’unità e se metti l’orecchio vicino al disco senti che fa un rumore come se mancasse un po’ l’alimentazione o ci fosse un problema meccanico. Il Lacie visto nei paragrafi precedenti, che tra l’altro ha un cavo leggermente più lungo, funziona benissimo con la stessa prolunga come del resto accade con un altro Lacie e un Western digital e ciò sta ad indicare che da questo punto di vista non tutti i dischi sono uguali. Per fare una prova, al Lacie visto nei paragrafi precedenti ho aggiunto una prolunga di 5 metri: il disco viene visto correttamente da windows e si accede regolarmente all’unità ma quando ci si copia qualcosa windows 7 blocca tutto e bisogna spegnere il computer togliendo la corrente e ho anche fatto fatica a farlo ripartire (al di là di ciò che si dice ho notato che windows 7 è molto più vulnerabile e permaloso di xp il quale in questi casi magari si bloccava ma poi ripartiva subito mentre questo…).
Tornando al Freecom, non pensare che a bordo vi sia un’elettronica così delicata da non sopportare un pezzo di cavo in più, il fatto è che oggi con i circuiti integrati e il firmware si può fare di tutto e basta che la ditta lo programmi in modo da non funzionare se i dati non arrivano entro tot millisecondi e sei fritto! Sì, sto parlando proprio di millisecondi, ed è proprio una bastardata dei signori del profitto.
Nota del 2015: stranamente mi sono dimenticato di dire una cosa molto importante del disco Freecom, una di quelle cose che nessun negoziante potrà mai dirti perché di certo non si mettono ad usare il dos! Rispetto al Lacie, il freecom in dos risulta assai lento e te ne accorgi in modo particolare quando lo adoperi per il backup con image for dos.

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