Il g-connector delle schede madri Gigabyte e racconto al di là della tecnica

Oltre all’aspetto tecnico del connettore/adattatore in oggetto, con questo articolo desidero mettere in risalto le difficoltà, le soluzioni ed il tempo che un non vedente a volte deve impiegare per fare una cosa che a vedere le scritte sarebbe semplicissima.
Con la serie z170, Gigabyte ha introdotto il g-connector che serve a facilitare il collegamento dei cavi al pannello frontale della scheda madre (evidentemente non sono solo i non vedenti a trovare scomodo questo tipo di collegamento). Il g-connector lo trovi nella scatola della scheda madre e si presenta come un piccolo connettore/coperchietto in plastica con un lato lungo forellato e l’altro lato lungo frastagliato perché provvisto di linguette che fanno sì che vi sia una scanalatura come la parte interna di un coperchietto. Chi non vede potrebbe confondere la parte forellata con una piccola scritta un po’ in rilievo ma basta soffiarci sopra leggermente per sentire che l’aria fa il suono del passaggio nei fori. Non avendo mai usato un connettore del genere, pensavo che fosse un qualcosa per coprire un connettore maschio che non si adopera, pensavo cioè che andasse inserito dalla parte delle linguette e che ad inserimento completo i fori andassero ad incastrarsi sul connettore maschio. Tuttavia sulla scheda non trovavo niente che si adattasse e quando un amico è venuto a darmi un’occhiata per altre cose, io che la notte precedente avevo dormito pochissimo, del g-connector me ne sono completamente dimenticato. La cosa mi preoccupava parecchio visto che i “Normodotati” hanno sempre tanto da fare e prima d’avere un altro aiuto… Nel manuale il termine g-connector lo trovavo solo nell’elenco del contenuto della scatola senza altre spiegazioni ed inizialmente la cosa accadeva anche in internet fino a quando, con un colpo di fortuna, ho trovato che il g-connector serve a facilitare il collegamento del pannello frontale. Magari ci sarà stata anche la figura però… Provando sul pannello frontale della scheda era evidente che quel pezzo di plastica non andava incastrato come pensavo e quindi l’ho girato mettendo i fori sopra il pannello frontale e le linguette in alto ma ancora non entrava e quindi, sempre con le linguette all’insu, ho messo il lato sinistro al posto di quello destro e… Fatto! Ma perché mettere quel pezzo di plastica? Già sapevo com’era la disposizione dei contatti del pannello frontale che, tra parentesi, è rimasta identica alla vecchia ga-p55a-ud3, quindi nel guardare le linguette ho notato che la disposizione e il numero corrispondevano alla sequenza dei connettori collegabili. Attenzione che il numero di dispositivi collegabili non è necessariamente uguale al numero dei connettori, infatti nella ga-z170-hd3p il power led può essere collegato in due modi a seconda del cabinet in uso; il primo modo occupa i due contatti gialli della scheda mentre il secondo occupa i tre contatti porpora. Fai anche attenzione che nel guardare i colori, anche i “Normodotati” hanno i loro limiti e siccome i contatti sono piccoli e magari non ben definiti dal punto di vista del colore che forse stai guardando con una luce al neon che confonde chi vede, il giallo del power led possono dirtelo come verde più chiaro rispetto al verde del reset e il porpora che segnala il secondo modo per collegare il power led magari lo identificano come viola. Da notare anche che la figura nel manuale cartaceo della scheda in prova è in bianco e nero. Tornando all’adattatore in plastica, noti che le linguette corrispondenti all’altoparlante e al power led porpora sono più larghe come accade per i connettori corrispondenti del cabinet anche se una volta inserito, quello dell’altoparlante supera le dimensioni della linguetta corrispondente. Comunque, le dimensioni delle linguette, il loro numero e le dimensioni dei connettori e il fatto che l’adattatore entra in un sol senso sono indizi notevoli anche per un non vedente su come verranno collegati i piccoli spinottini. Le linguette indicano con chiarezza il punto in cui infilare il connettore, ossia accanto e in corrispondenza della linguetta stessa, ma, come scoprirò un giorno che nell’andare a suonare mi sono fatto guardare l’adattatore da una gentile signora, i vedenti hanno anche le scritte sopra di esse (ad esempio speaker eccetera). Hai capito come sono facilitati i vedenti? Se avessi visto le scritte mi sarebbe bastato un secondo per capire cos’era quel pezzo di plastica, ma naturalmente, secondo certe persone che pensano male, chi non vede ha sempre tanto tempo mentre i normodotati hanno sempre un sacco da fare! Puoi fare il collegamento in due modi:
1) mettere l’adattatore sul pannello frontale e infilarci i connettori;
2) appoggiare il g-connector da qualche parte e, dopo averci infilato tutti i connettori, infilare il blocchetto così ottenuto sul connettore del pannello frontale.
Forse sarà perché non ho ancora pratica, però ho notato che si fa un po’ fatica a togliere gli spinottini dal g-connector e mi pare di capire che si facilita la cosa forzando leggermente verso l’esterno la linguetta corrispondente al connettore. Tuttavia, visto che il pannello frontale delle nuove Gigabyte rimane collegabile anche senza il g-connector, per non rimuovere i piccoli connettori puoi non usarlo se stai facendo un collegamento provvisorio. Nonostante che la sequenza dei collegamenti sia sostanzialmente identica, il g-connector non è meccanicamente compatibile con la vecchia ga-p55a-ud3 e forse non lo è con tutte le schede inferiori alla serie z170.

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