Microfono stereo usb Samson go mic connect

Caratteristiche generali

Nota: esiste un modello dal nome quasi identico in cui manca la parola connect ma che ovviamente non è lo stesso e, dal manuale, deduco che si tratta di un modello precedente a quello descritto di seguito anche se ciò non significa che sia meno valido. Essendo un po’ lungo, per una maggiore fruibilità ho suddiviso l’articolo in paragrafi e sottoparagrafi.
Il Samson go mic connect è un microfono stereo che si collega ad una porta usb e si presenta quasi come un parallele pipedo alto una decina di centimetri ma posto però orizontalmente sopra ad una barretta in plastica pieghevole in più punti che fuoriesce dal suo centro e che serve da piedistallo per posizionarlo vicino ad un notebook o altro pc. Le istruzioni danno anche la possibilità di posizionarlo sopra al monitor ma, sarà perché non vedo le figure, sinceramente non so come compiere questa operazione dato che ormai da tanto tempo gli schermi sono piatti… Personalmente uso l’ultimo pezzettino pieghevole del piedistallo per incastrarlo sotto alla barra braille mb408l in modo che con il suo peso tenga fermo il microfono, cosa che puoi anche fare con una tastiera o computer portatile. In alternativa puoi adagiare il microfono sopra ad un tavolo o altro oggetto senza usare il piedistallo che sfortunatamente non può essere tolto. Le capsule a condensatore, una a destra e l’altra a sinistra, sono da 10 mm; sopra e al centro del microfono troviamo l’interruttore on/off che va premuto e purtroppo quando è a riposo rimane sempre nella stessa posizione non facendo notare immediatamente a chi non vede se il microfono è acceso o spento. Sul retro c’è una presa jack stereo da 3,5 mm per collegare una cuffia o degli altroparlanti e una presa miniusb di tipo A per collegare il cavo in dotazione che all’altro estremo ha una classica spina maschio di tipo A, quelle comunemente usate nei pc. Vi è poi un led che indica la presenza di segnale e che lampeggia in rosso quando è distorto. La risposta in frequenza va da 20 a 20.000 hz e la massima pressione sonora, abbreviata con la sigla spl che significa sound pressure level, è di 130 db. Il microfono è adatto per registrazioni stereo di musica o parlato, per web radio, skype e per call center o altri ambienti rumorosi per i quali è possibile adoperare il programma sound deck in modo da eliminare i disturbi. Lo danno compatibile da xp a windows 10 con processore minimo di 800 mhz e 256 mb di ram mentre per il mac il sistema minimo è os x 10.4.9 con processore di 733 mhz e 512 mb di ram. La frequenza di campionamento è di 44.1 e 48 khz 16 bit e il dispositivo richiede un’alimentazione di 5 V 50 ma (fornita dalla usb). Oltre al cavo usb, in dotazione vi è un sachettino in tela che fa da custodia e le istruzioni cartacee multilingue che, per chi non vede, sarebbero anche ben acquisibili con lo scanner ma che tuttavia conviene scaricare dall’apposito sito in modo da risparmiare tempo, evitare errori dello scanner ed eventualmente avere un manuale più aggiornato. Il link è:
www.samsontech.com
da cui si scarica anche il programma sound deck non presente nella confezione.

Adoperare il microfono senza sound deck ed osservazioni personali

In questo e nei paragrafi/sottoparagrafi seguenti le spiegazioni per le varie regolazioni sono adatte anche a chi non vede, le altre persone, se lo desiderano, useranno il mouse applicando gli stessi concetti. Inoltre do per scontato che si abbia un minimo di familiarità con il mixer di windows.

in Windows 7 e 10

Uno dei problemi dell’ingresso microfono di tipo jack presente nelle schede audio integrate è il volume troppo basso e rumoroso. Con vecchie schede audio Creative questo problema non c’era ma i microfoni che davano in dotazione, quando li davano, avevano un suono schifoso e in certi casi avevano un ronzio fastidioso. Con il go mic connect di Samson spariscono tutti questi problemi anche se il volume ottenibile non è uguale in tutti i pc ma in ogni caso sempre più che sufficiente per una buona registrazione anche ad una certa distanza. Praticamente puoi tranquillamente parlare e registrare passeggiando per una stanza lunga circa nove metri, ovviamente si sente un po’ di riverbero ma la voce è più che comprensibile.
In una porta usb entrano ed escono dati in forma digitale; quando parliamo davanti al microfono, il segnale che produciamo è analogico e per questo viene convertito in digitale in modo che il computer lo possa adoperare, ad esempio per inviarlo ad un programma di registrazione. Ciò significa che se l’ascoltassimo dopo la conversione, vi sarebbe una certa latenza anche perché per essere nuovamente udibile deve essere nuovamente convertito in analogico in modo che la membrana della cuffia o dell’altoparlante possa vibrare. Le istruzioni si limitano a dire che la presa per cuffia/altoparlante, loro la chiamano così ma essendo stereo si dovrebbe usare il plurale, serve appunto per monitorare il suono senza latenza. In modo più specifico io invece dico che il microfono contiene una piccola scheda audio esattamente come avviene per le casse usb o scheda audio tipo chiavetta (vedi Terratec). Infatti dopo qualche secondo da quando colleghi il microfono alla porta usb, questo diventa automaticamente la scheda audio predefinita di windows e tutti i suoni prodotti dal sistema, compresi quelli provenienti da mp3 o sintesi vocali, vanno alla cuffia o agli altoparlanti collegati al microfono e, contrariamente a quanto dicono le istruzioni, con windows non serve regolare il pc in tal senso mentre con il mac se vuoi ci provi tu perché non ce l’ho. Inoltre, affinché il microfono si accenda in modo da ricevere la tua voce o quant’altro, non è necessario premere il tastino sopra di esso ma basta semplicemente collegarlo alla usb. Tuttavia il comportamento cambia da pc a pc e può capitare che dal jack sul retro del microfono escano i suoni di sistema ma non il ritorno della tua voce ed un modo per attivare questa funzione è il seguente:
  1)  dal system tray scegli Altoparlanti (usb);
  2)  clicca su Apri mixer volume e scegli Altoparlanti (samson go mic connect);
  3)  nella scheda Livelli clicca su Microfono per attivarlo.
Da notare che La registrazione avviene anche quando la riproduzione è disattivata. Spegnendo il microfono con l’apposito tasto e poi scollegando e reinserendo il cavo il microfono si riaccende. In Gestione dispositivi, nelle usb aggiunge la voce:
dispositivo usb composito
e un driver del 2006 quando non c’era nemmeno windows 7 e che tuttavia va benissimo ma che la dice lunga sull’utilità degli aggiornamenti di windows. Per la riproduzione di questo dispositivo c’è solo il volume generale ma non quello specifico per il microfono che, anche per l’ascolto, si regola con quello di registrazione.
Per chi usa lo screen reader Jaws, volendo è possibile inviare la sintesi vocale ad una scheda audio diversa da quella predefinita di windows; immaginando che nel tuo pc vi sia una scheda audio Realtek, una volta che colleghi il microfono questa non sarà più la predefinita di windows e se vuoi continuare ad ascoltare la sintesi dalla Realtek dovrai selezionarla dalle Utility ed il menu Schede audio di Jaws. Fatta questa regolazione e tenendo presente che il microfono si accende quando viene collegato alla porta usb, se lo adoperi sempre con lo stesso pc e parli sempre alla stessa distanza puoi passare subito a registrare senza monitorarlo in cuffia; inoltre, pur non indicando se il microfono è acceso o spento, la conferma che il dispositivo si è installato la noti dal suono d’installazione dei dispositivi usb che la scheda integrata nel pc fa tempo ad emettere; nel caso non ci riuscisse, nel system tray trovi il collegamento al microfono. Naturalmente se vuoi riascoltare ciò che hai registrato devi adoperare il jack del microfono oppure scollegarlo e riascoltare il file con la scheda integrata.
Con una certa latenza, è anche possibile monitorare il microfono mandando il segnale su un’altra scheda audio, ad esempio su una delle uscite della solita Realtek, e lo si fa come segue:
  1)  dal system tray clicca su altoparlanti (usb) e con le frecce scegli Dispositivi di registrazione;
  2)  da queste, con le frecce ma senza invio scegli Microfono samson go mic connect e con tab seleziona Proprietà;
  3  nella scheda ascolto premi il pulsante Ascolta il dispositivo e dalla casella combinata che segue scegli l’output desiderato. L’effetto della regolazione non è immediato e va in esecuzione solo quando si clicca su Applica o su Ok. Con qualche problema è anche possibile attivare questo pulsante per ascoltare il dispositivo su se stesso ma non ne vale la pena.
Collegando l’uscita cuffia del microfono ad un impianto hi fi si ottiene un suono un po’ povero, ossia privo di corpo, esattamente come accade con le schede Realtek integrate ma non possiamo pretendere che in un microfono vi sia una scheda audio particolarmente prestigiosa.

Windows xp e computer molto datati

Non capisco cosa c’entri la frequenza di un processore e la quantità di ram che abbiamo visto nelle caratteristiche generali con il collegamento di un microfono. Se stai pensando al software in dotazione, è meglio che ti dica subito che quello scaricato non s’installa in xp e certamente uno non mette windows 7 o 10 in computer assai datati che con tali sistemi non farebbero nemmeno pio! Pulcini a parte, ecco le mie prove.
Sempre ammesso che in tutti i computer con questo sistema abbia lo stesso comportamento, in xp l’ascolto del microfono è già attivo e se lo desideri ti basterà regolarne il volume tramite il solito mixer che trovi su Accessori, Svago, Controllo volume. In un pentium IV con 2.600 ghz come processore e 2 gb di ram, il microfono funziona bene ad eccezione della regolazione del volume della cuffia/altoparlanti. Se per fare più in fretta lo regoli con pagina su e giù invece che con le frecce, capita che il bilanciamento si sposti anche se numericamente rimane al 50%. Per ovviare a questo inconveniente reimposta il volume più volte fino a quando il bilanciamento si decide a non fare il bambino capriccioso e torna al 50% anche dal punto di vista sonoro.
Essendo assai peggio di san Tommaso, ho provato il microfono in un computer quasi preistorico con una situazione critica: la ram era di 256 mb e quindi appena sufficiente secondo le istruzioni; il processore era un pentium III 500 mhz, quindi al di sotto delle caratteristiche minime previste, che xp con service pack 2 vede solo come 334 mhz probabilmente perché il cd della scheda madre Asus installata non contiene driver per tale sistema ma solo per windows 98 e giù di lì, ossia forse per nt e millennium, e non so se da qualche parte ci siano driver per xp ma non credo. Una volta collegato il microfono, è bene attendere qualche attimo prima d’usarlo ma alla fine funziona correttamente tranne che per la regolazione del volume per l’ascolto in cuffia/altoparlanti. Capita infatti che il volume risulti più alto quando impostato all’80% piuttosto che al 100% ed il volume di registrazione influisce su quello d’ascolto, cosa che non dovrebbe fare. Sarebbe da approfondire la questione magari col metterci il service pack 3 di xp. Ma pensi che con le prove mi sia fermato qui? Con lo stesso pentium III ho provato il microfono in windows 98 tramite wtgenus, il programma che aggiunge un driver generico alle periferiche usb e che in particolare è stato concepito per le chiavette, ma purtroppo non funziona con il microfono e blocca il pc. Infatti prima d’installare l’audio inserisce l’human interface che serve per le tastiere e forse per altre cose ma che in questo caso non c’entra un fico secco e probabilmente è proprio quell’interfaccia a bloccare il computer.

Usare il microfono con sound deck

Oltre ad inserire filtri antidisturbo, il programma sound deck di Andreaelectronics contiene un equalizzatore e un registratore di suoni che salva i file nel formato wav e wma e che dall’interno del programma possono essere inviati via mail. Per chi non vede il programma non è il massimo dell’accessibilità, ma visto che l’installazione si integra con il mixer di windows aggiungendovi delle voci proprie, a parte la registrazione e l’invio di file chi non vede può effettuare tutte le regolazioni da quest’ultimo come vedremo in seguito. La versione 1.1.2.0 di sound deck non s’installa in xp e non conosco quelle precedenti. Forse a causa di Panda antivirus, ho notato che in windows 10 32 bit il programma non s’installa se il router non è collegato ad internet, non capita invece con i 64 bit dello stesso sistema. E forse sempre a causa di panda antivirus, anche la disinstallazione dà qualche problema che si supera trafficando un po’. Consiglio d’installare il programma con il microfono scollegato e, senza riavviare il pc, di collegarlo ad installazione terminata. In caso contrario l’installazione avviene ugualmente ma una volta cliccato su Fine il microfono continua ad usare le vecchie impostazioni e lo fa anche se lo disinserisci e lo reinserisci nella porta usb e per risolvere il problema devi riavviare, cosa che invece non devi fare se installi il programma con il microfono scollegato. Se prima dell’installazione di sound deck facevi delle registrazioni stereo, fai attenzione che adesso senti in stereofonia solo i suoni che arrivano direttamente al jack delle cuffie ma non quelli registrati in un file anche se lo salvi nel formato stereo. Ciò accade perché per default è attivato il beam forming che ovviamente si può disattivare dal mixer di windows o dall’interno di sound deck. Per il resto l’installazione e la rimozione non richiedono spiegazioni. Per default sound deck viene posto anche sulla barra delle applicazioni ma affinché sia visualizzato nel system tray bisogna attivarlo dalle proprietà della barra delle applicazioni stessa e la cosa si fa in maniera un po’ diversa in windows 7 e 10.

Voci mixer di windows e voci di sound deck

Abbiamo visto che sound deck aggiunge voci proprie nel mixer di windows; tuttavia i nomi visualizzati nel mixer di windows e quelli di sound deck non sono identici anche se svolgono le stesse azioni. Di seguito, i nomi nel mixer di windows e i corrispondenti di sound deck con alcune spiegazioni incomplete perché finora sono arrivato fin qui.
     Riproduzione: scheda Miglioramenti nel mixer di windows con valore di default,      voci sound deck
     digital noise reduction=disattivato      eliminazione disturbi
Elimina i disturbi intorno al microfono, non adatto alla riproduzione di musica;
     attiva equalizzazione      attiva equalizzatore grafico
se viene attivato, nel mixer di windows appare il pulsante Predefinite, l’equivalente di preimpostazioni equalizatore in sound deck, e appaiono le dieci bande dell’equalizzatore con la percentuale in db di ognuna. Perfettamente accessibile anche da chi non vede con entrambe i programmi.
     Registrazione: scheda ottimizzazione microfono nel mixer di windows con valori di default,      voci sound deck
Si può apprezzare l’effetto delle regolazioni seguenti solo registrando un file oppure, con qualche limitazione dovuta ai disturbi degli altoparlanti eccetera, attivando il pulsante Ascolta il dispositivo come visto sopra.
     Digital noise reduction=attivato      eliminazione disturbi
elimina i disturbi attorno al microfono mantenendo la stereofonia;
     cancellazione eco acustica=disattivato      echo erase
serve ad eliminare l’eco proveniente dagli altoparlanti ma l’effetto lo si ottiene solo registrando un file e quando si è attivato il pulsante Ascolta il dispositivo nella scheda Ascolto come visto sopra;
le tre voci che seguono sono correlate ma non le ho sperimentate fino in fondo;
     beam forming=attivato      focus
elimina alcuni dei suoni al di fuori del cono di 30 grado a partire dall’array del microfono. Cosa s’intende esattamente con la parola array applicata ad un microfono? Certo è che questa funzione toglie la stereofonia e con la regolazione in percentuale della direzione fascio scritta sotto si regola ovviamente la direzionalità che è valida anche per la funzione seguente;
     aggressive=disattivato (non presente se beam forming è disattivato)      focus plus
come sopra togliendo però la maggior parte dei suoni;
     scelta direzione fascio=50% (non presente se beam forming è disattivato)      50%
non necessita di spiegazioni.

Sound deck, jaws e assistente vocale di windows 10

Con le impostazioni di default, jaws legge solo alcune voci della finestra principale di soun deck; si possono etichettare i grafici automaticamente o manualmente ma il problema non si risolve anche perché alcuni di questi vengono utilizzati in più punti della finestra. La descrizione dei comandi dell’assistente vocale di windows 10 è attiva di default e corrisponde ai tool tip di jaws che invece per default sono disattivati. Tuttavia se l’assistente vocale rende sound deck più accessibile è proprio grazie alla descrizione dei comandi che ho pensato di attivare anche in jaws tramite i tool tip. Per non avere una sintesi vocale che parla troppo, consiglio di compiere questa operazione solo per l’applicazione corrente e lo si fa con la combinazione di tasti insert+6 della tastiera alfanumerica. Una volta accettato il nome di default della configurazione, soudndeck in questo caso, bisogna agire sulla prolissità della sintesi vocale attivando quindi i tool tip. La configurazione verrà memorizzata nelle impostazioni personali di jaws. Così la finestra principale di sound deck diventa abbastanza accessibile anche con jaws, per alcune voci non si sa immediatamente se sono attive o disattive ma, come abbiamo visto, è possibile svolgere le regolazioni dal mixer di windows. Dalle opzioni di sound deck è possibile disattivare la descrizione dei comandi, ma visto che è proprio quella a permettere a chi non vede d’usare maggiormente il programma, se sei non vedente ti conviene non farlo anche perché poi per trovare nuovamente le opzioni in modo da riattivarla devi affidarti solo ad un numero di grafico. Per rendere più accessibile la registrazione e l’ascolto di file eccetera, sarebbe necessario associare una combinazione di tasti ai relativi pulsanti e si potrebbe tentare di farlo tramite uno script di jaws che purtroppo non so fare ma che forse nel farlo darebbe il problema dei grafici visto sopra. Più semplicemente sarebbe bene che fosse l’autore del programma ad associare una combinazione di tasti a certe funzioni, naturalmente lasciando anche la possibilità attuale di accesso per chi non li vuole adoperare come ho suggerito di fare.

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